Avellino, la giunta Pizza nasce tra veti e silenzi

Dopo il caso Provincia, tensione altissima tra Pd, App e Sinistra Italiana sulla composizione della squadra di governo

La vittoria di Fausto Picone alla Provincia continua a produrre scosse politiche nel centrosinistra irpino. Ma se a Palazzo Caracciolo si è ormai aperta una frattura evidente tra l’ex presidente Rizieri Buonopane e pezzi del Partito Democratico, sul piano cittadino la situazione appare persino più delicata.

La nascita della giunta del neo sindaco Nello Pizza resta infatti impantanata in una trattativa politica che, a distanza di giorni dal voto, continua a non trovare uno sbocco.

Il muro tra Pizza e Avellino Prende Parte

Dopo il documento diffuso da Avellino Prende Parte, nessuna risposta ufficiale sarebbe arrivata né dal sindaco né dai riferimenti di Sinistra Italiana.

Secondo quanto filtra dagli ambienti politici cittadini, nella giornata di ieri non ci sarebbero stati contatti diretti tra Pizza e il gruppo politico guidato dal consigliere Francesco Iandolo.

Anche da Sinistra Italiana è prevalsa la linea del silenzio. La dirigenza regionale del partito, riunita nel pomeriggio sotto la guida del segretario regionale Tonino Scala, avrebbe preferito rinviare ogni presa di posizione pubblica sul caso Avellino.

Sul tavolo resta la richiesta politica avanzata da App: discontinuità nella formazione della giunta e valorizzazione diretta degli eletti della lista civico-progressista.

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L’ipotesi Giordano e il nodo assessorati

Sul fondo della trattativa continua a pesare l’ipotesi di un assessorato per Giancarlo Giordano. Uno scenario che però incontra la netta opposizione di App, che rivendica rappresentanza politica diretta all’interno dell’esecutivo comunale.

L’obiettivo della lista è chiaro: portare in giunta uno tra Antonio Bellizzi, Amalio Santoro o lo stesso Iandolo. Una scelta che consentirebbe anche lo scorrimento della lista e l’ingresso in Consiglio comunale di Giuseppe Aurigemma.

È proprio attorno alla figura di Aurigemma che si intreccia una parte importante della pressione politica esercitata in queste ore da Borgo Ferrovia.

Il peso politico di Borgo Ferrovia

A intervenire pubblicamente è stata anche Carmen Russo, presidente dell’associazione Nui Rà Ferrovia Young, che ha indirizzato una lettera aperta al sindaco Pizza.

Nel messaggio emerge tutta la delusione di una parte del quartiere che aveva sostenuto il progetto politico del nuovo sindaco confidando in una reale rappresentanza istituzionale.

La richiesta non riguarda soltanto un nome o un posto in Consiglio comunale, ma la possibilità di dare continuità a percorsi sociali e territoriali costruiti negli anni a Borgo Ferrovia, uno dei quartieri storicamente più complessi della città.

La mancata elezione di Aurigemma, infatti, rischierebbe di congelare anche il progetto di ampliamento dei “Noi Point” cittadini destinati ai giovani e alle periferie.

Il caso Provincia aggrava le tensioni

Nel frattempo il voto provinciale continua ad alimentare polemiche nel campo progressista. Duro il commento del coordinatore provinciale di Sinistra Italiana Roberto Montefusco, che ha parlato apertamente di un quadro “inquietante”.

Secondo Montefusco, la vittoria di Picone sarebbe maturata grazie a una convergenza trasversale tra pezzi del Pd, Italia Viva e amministratori vicini al centrodestra irpino, comprese componenti di Lega e Forza Italia.

Parole che certificano quanto il clima politico nel centrosinistra irpino sia tutt’altro che rasserenato.

E mentre il sindaco Pizza continua a lavorare sottotraccia per chiudere la partita della giunta, il rischio è che le tensioni provinciali finiscano per travolgere anche gli equilibri del Comune di Avellino.

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