Avellino, inchiesta Do ut Des: confermato il sequestro di 95 mila euro

I giudici del Tribunale del Riesame di Avellino  hanno rigettato l’istanza di annullamento del decreto di sequestro per equivalente firmata dal Gip del Tribunale di Avellino dei 96.000 euro ad una delle indagate dell’inchiesta “Dos Des” .

Si tratta del procedimento coordinato dal pm Fabio Massimo Del Mauro e condotto dai militari del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Avellino relativo a presunte ipotesi di corruzione nell’esercizio delle funzioni che vede indagati dipendenti della Provincia, imprenditori e una dipendente di una società esterna a Palazzo Caracciolo.

Si tratta della somma rinvenuta in contanti (trovati sotto vuoto) nascosti in casa e contenuti in una cassetta di sicurezza di una indagata, difesa dal penalista Claudio Frongillo.

 

Il penalista Claudio Frongillo, difensore dell’indagata aveva impugnato davanti al Tribunale del Riesame entrambi i decreti di sequestro preventivo finalizzato alla confisca. La difesa, in attesa delle motivazioni, potrebbe valutare il ricorso per Cassazione.

Nell’inchiesta, oltre ai tre funzionari della Provincia S.D., A.R e C.C. ci sono anche gli imprenditori E. L. e G. P. difesi dagli avvocati Claudio Frongillo, Ennio Napolillo, Giorgio Palma e Nello Pizza

Secondo  i funzionari pubblici della Provincia, iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Avellino, avrebbero ottenuto viaggi di lusso che venivano pagati con l’american express del titolare di una società di Costruzioni sulla piattaforma booking. In cambio la ditta si sarebbe aggiudicata l’appalto pubblico per la riqualificazione degli istituti scolastici irpini.

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