Avellino, cresce la preoccupazione per l’aumento dei suicidi. Lo psichiatra Pietro Bianco: “Servono più punti di ascolto e capacità di intercettare il disagio”

Ad Avellino e in altri comuni della provincia è percepita una crescita di episodi di suicidio, l’ultimo dei quali avvenuto ieri sera nei pressi del cimitero del capoluogo. Un fenomeno che desta allarme nella comunità e che richiama l’attenzione sui servizi territoriali dedicati alla salute mentale.

A commentare la situazione è lo psichiatra Pietro Bianco, che invita alla cautela nell’interpretazione dei singoli casi:
«È importante capire se queste persone fossero già state intercettate dal Dipartimento di Salute Mentale, se erano in trattamento o seguite per problemi già noti, oppure se si tratta di situazioni nuove, legate a un disagio non riconosciuto in tempo dalle reti di supporto».

Secondo Bianco, una parte del problema riguarda la difficoltà del sistema a raggiungere chi vive forme di sofferenza emotiva non espresse o non portate spontaneamente all’attenzione degli operatori:
«Si parla spesso di carenza di punti di ascolto e di scarsa sensibilità sociale. Siamo in una fase di profonda transizione: molti sistemi di riferimento tradizionali – famiglia, comunità, religione, ideologie – hanno perso presa. Questo lascia alcune persone senza ancoraggi, più esposte all’incertezza e alla fragilità emotiva».

Tra i fattori che possono aver aggravato la situazione, Bianco richiama anche gli effetti a lungo termine della pandemia:
«Il Covid ha accentuato inquietudine e precarietà esistenziale. La società è diventata, come dice Bauman, sempre più ‘liquida’: meno punti fermi e più disorientamento. Anche per gli esperti diventa più difficile offrire servizi efficaci e capillari».

Lo psichiatra conclude sottolineando la necessità di rafforzare l’ascolto, facilitare l’accesso ai servizi e costruire reti di prevenzione più solide.

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