Avellino, commissario d’esame nel concorso dove partecipava il testimone di nozze: condannato

Tribunali

La Cassazione ha confermato la condanna tre mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena per falso in atto pubblico, al componente della commissione esaminatrice, il medico L.G.,in riferimento ad una irregolarità inerente ad una procedura concorsuale, per il conferimento dell’incarico di Direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiochirurgia dell’ospedale Moscati di Avellino, bandito nell’anno 2016 e terminato il 14 gennaio 2019.

Nella commissione esaminatrice siede un medico che, come previsto dalla procedura, dichiara per iscritto di non trovarsi in alcuna condizione di incompatibilità con i candidati.Quella dichiarazione non corrisponde al vero. Nel 2014, cinque anni prima, il commissario era stato testimone di nozze di uno dei partecipanti al concorso. Il rapporto tra i due non compare in nessun documento della procedura.

A notare le irregolarità è un altro candidato, il medico Franco Triumbari, che presenta una querela alla Procura di Avellino. Da quella denuncia parte l’inchiesta per falso in atto pubblico. Nel processo Triumbari si costituisce parte civile, assistito dall’avvocato Aniello Quatrano del foro di Nola. Il procedimento attraversa tre gradi di giudizio. Il Tribunale di Avellino condanna il commissario. La Corte di Appello di Napoli conferma la sentenza. Il 14 luglio 2026 la Cassazione respinge il ricorso e rende la condanna definitiva: tre mesi di reclusione, pena sospesa.

 

Il posto di direttore della Cardiochirurgia, assegnato nel gennaio del 2019, non viene messo in discussione. A concludersi, sette anni dopo, è soltanto il procedimento penale a carico del commissario che aveva firmato quella dichiarazione.

 

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