Avellino calcio, Ballardini si presenta:”Qui non c’è solo Avellino, ma tutta l’Irpinia. Sento grande responsabilità”

Davide Ballardini inizia la sua nuova avventura  sulla panchina  dell’Avellino.  Dopo l’annuncio arrivato mercoledì scorso, il tecnico ha preso il posto di Raffaele Biancolino e ha diretto i primi allenamenti  in vista della delicata trasferta  contro la Reggiana. E durante  la conferenza stampa, avvenuta oggi nella sala stampa dello stadio Partenio, il presidente Angelo d’Agostino ha illustrato le motivazioni che hanno spinto la società biancoverde a riporre fiducia in Ballardini. “Ringrazio Biancolino, ma da oggi si volta pagina. In questi giorni ci sono state tante situazioni, parole dette, non dette. Alla fine siamo giunti alla scelta di cambiare l’allenatore, in quanto negli ultimi tempi non seguivamo più una logica. Cercavamo un uomo di polso, con esperienza internazionale, capace di restituire serenità e identità alla squadra. Ballardini ha una carriera che parla da sé, ed è la persona giusta per affrontare questo momento”, ha dichiarato il presidente.

Con l’ingaggio dell’allenatore, la proprietà ha voluto inviare un messaggio chiaro, un segnale di determinazione, non solo alla squadra, ma anche ai tifosi. “L’arrivo di un allenatore come Ballardini è una dimostrazione tangibile della nostra volontà di non ridimensionare il progetto. Al contrario, vogliamo uscire da questa fase il prima possibile. Abbiamo investito e continueremo a farlo, perché l’Avellino merita palcoscenici ben più prestigiosi di quelli attuali”, ha ribadito D’Agostino.

Il presidente, inoltre, non ha mancato di rivolgere un monito alla squadra, chiarendo che con l’arrivo di Ballardini non ci sono piu’ scuse. “Mi aspetto di vedere in campo uomini che lottino per questa maglia, senza alibi. La società ha fatto il suo dovere, portando un allenatore di grande valore. Ora tocca a loro dimostrare il proprio valore sul campo”, ha aggiunto D’Agostino.

Neanche a dirlo, il presidente ha rivolto un appello anche ai tifosi, chiedendo loro di restare uniti e vicini alla squadra in questo momento delicato. “So che c’è delusione, ma solo con il sostegno di tutti possiamo risalire la china. Il ‘Partenio-Lombardi’ deve tornare ad essere un fortino, come lo è sempre stato”, ha concluso D’Agostino, facendo appello al senso di appartenenza e alla passione della tifoseria avellinese.

Nel corso della sua prima conferenza stampa, Ballardini ha illustrato la sua visione per il futuro del club, chiarendo le sue intenzioni in merito al riscatto della squadra. “Non è stato difficile accettare questa chiamata. Avellino è una città che respira calcio e ha una tifoseria che vive intensamente per la propria squadra. Sentivo la responsabilità di accettare questa sfida, perché questa gente merita soddisfazioni”, ha affermato con chiarezza il nuovo allenatore.

Davide Ballardini inizia la sua nuova avventura sulla panchina dell’Avellino. Dopo l’annuncio arrivato lo scorso mercoledì, l’ex Genoa ha ufficialmente preso il posto di Biancolino e ha diretto i suoi primi allenamenti alla guida dei biancoverdi. Nella conferenza stampa di presentazione, l’allenatore ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare l’incarico: “Volevamo allenare. Aver conosciuto il presidente, il direttore sportivo, ci siamo parlati e le persone, la sensazione, è che si ha a che fare con una società seria, forte. Abbiamo visionato molti video e siamo convinti di aver a che fare con ragazzi seri e con un gruppo sano, che ha tanta voglia di dimostrare che questa categoria la può fare”.

Un intero popolo che deve spingere verso il raggiungimento della salvezza: “Qui ho capito che non è Avellino, c’è l’Irpinia. Non so quanti comuni ci sono.Parliamo di una grande comunità che vuole bene alla squadra. Questa è una grande responsabilità. Mi fa piacere che le persone siano contente, ma bisogna meritarselo. Cercheremo di farlo con la serietà, cercando di comportarci da persone perbene, lavorare tanto e ottenere risultati. Sono importantissime le qualità umane, così come le idee, ma bisogna trasformare il tutto in risultati. Si viene giudicati per quello”.

Ballardini esordirà sulla panchina dell’Avellino con la trasferta contro la Reggiana: “Le idee su come ci presenteremo a Reggio Emilia le abbiamo abbastanza chiare, ma non lo dico [ride, ndr]. Abbiamo giocato con moduli differenti nella mia carriera, ma sappiamo come andremo a giocare. Poi proviamo, è giusto tentare senza fare confusione, se magari in alcuni momenti della partita sarà giusto fare delle varianti”.

Sullo spogliatoio: “C’è grande impegno e serietà da parte di tutti, tra di loro c’è una bella atmosfera. Stanno bene insieme e bisogna stare bene in campo”. Ballardini si è già fatto un’idea di che tipo di squadra vuole avere: “Sono tutti predisposti al gioco, sono tutti ragazzi che hanno l’idea di iniziare l’azione, anche se bisogna essere concreti in Serie B. Le qualità e il talento che hai si devono tradurre in concretezza. La nostra è una squadra che ha buona padronanza, ma fine a se stessa non serve a niente. Bisogna mettere in difficoltà gli avversari, essere generosi, la Serie B è un campionato terribile, le altre squadre ti vengono ad aggredire e bisogna essere bravi a contrapporsi. In generale è una squadra che ti da diverse possibilità e soluzioni di gioco. Dovremo avere il controllo del gioco ed essere sempre in equilibrio”.

Ballardini ha quindi espresso la sua opinione riguardo alla squadra che ha trovato. “Ho visto un gruppo di ragazzi con grande voglia di riscatto, ma anche con un certo peso psicologico legato alla situazione. Il mio primo compito sarà liberare le loro menti dalla pressione che li ha condizionati finora. In campo, mi aspetto serietà: il calcio deve essere divertimento, ma anche impegno e applicazione”, ha dichiarato il tecnico, facendo intendere che il lavoro su aspetti psicologici e motivazionali sarà una priorità.

Passando al piano tattico, Ballardini ha ribadito la sua filosofia, improntata al pragmatismo. “Il modulo è importante, ma non è determinante. Ciò che conta è come occupiamo gli spazi e come ci aiutiamo l’uno con l’altro. Non imporrò un sistema di gioco rigido, ma studierò attentamente le caratteristiche dei singoli giocatori. La squadra deve essere elastica, in grado di adattarsi alle circostanze della partita senza mai perdere l’equilibrio”, ha spiegato.

Poi uno sguardo all’ impegno contro la Reggiana tra presenze ed assenza legate agli infortuni.”Kumi dovremmo averlo a disposizione, fuori ci sono Marson, Izzo e Favilli. Ci sono così tanti infortuni poiché il motore gira ad altissimi giri e quindi quando chiedi tanto ai giocatori, purtroppo il rischio di andare in tilt è concreto. Lo sport agonistico fa male».

Poi si sofferma  sulle ipotesi del modulo  da adottare nel reparto offensivo.«Per l’attacco, non credo sia indispensabile avere un primo attaccante. Può essere Favilli, ma se giochi con due attacchi possono essere entrambi di movimento. Anche se credo che Pandolfi, Patierno, Tutino, Sgarbi, Russo, Insigne, Biasci, possono interpretare il ruolo al meglio. Come regista a me piace un giocatore che dà ordine alla squadra. A centrocampo abbiamo dei giocatori forti che possono coprire il ruolo di regista. Siamo coperti, ma bisogna essere più cattivi in fase difensiva, recuperare la palla, fare filtro, sì, ma recuperare la palla».

 

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