Colpi di pistola a contrada Alvanite, arriva la svolta investigativa per la doppia sparatoria avvenuta nella serata di sabato santo ad Atripalda. I Carabinieri della Compagnia di Avellino hanno eseguito due misure cautelari in carcere per tentato omicidio, quelle ottenute dalla Procura della Repubblica di Avellino (le indagini sono coordinate dal pm Giovanni Sodano) e firmate dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, per P. C . E G. C, padre e figlio per la sparatoria avvenuta la notte di Pasqua, ad Atripalda, quando sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco in Contrada Alvanite, contro l’abitazione di M.R. che resta indagato a piede libero.
Sulla vicenda, la Procura procede per l’ipotesi di tentato omicidio, mentre proseguono le indagini da parte dei Carabinieri, con l’obiettivo di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Gli accertamenti finora condotti evidenziano che sarebbero stati sparati in tutto undici colpi contro due abitazioni. Secondo quanto emerso dai primi rilievi, l’episodio si inserirebbe in un quadro di tensioni precedenti tra alcuni giovani del luogo, appartenenti a famiglie già note alle forze dell’ordine.
Per eseguire le misure i militari dell’arma hanno raccolto elementi chiari e precisi nei confronti del 49enne e del figlio 19 enne destinatari di misura cautelare in carcere. Sulla vicenda, la Procura procede per l’ipotesi di tentato omicidio, mentre proseguono le indagini da parte dei Carabinieri, con l’obiettivo di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
Nei giorni scorsi, sono stati sequestrati , dai militari, dispositivi informatici e un’arma da fuoco che, dai primi accertamenti, risulterebbe compatibile con l’utilizzo di parte dei colpi esplosi. Su questi elementi sono in corso ulteriori approfondimenti tecnici.
Al momento, risultano indagate tre persone, padre e figlio assistiti dall’avvocato Alfonso Maria Chieffo e un altro giovane difeso dall’avvocato Assia Iannaccone, entrambi appartenenti al Foro di Avellino.




