Aspettando Daniele Franco…

Aspettando Daniele Franco…
Il centrocampista biancoverde

Risultati deludenti, prestazioni che non arrivano, tifoseria spaccata e società nell’occhio del ciclope. Potrebbe finire qui la descrizione del momento che si sta vivendo in casa Avellino. Dopo la sconfitta  contro il Crotone sono tanti i dubbi che sono affiorati nella testa dei tifosi biancoverdi e, soprattuto, della dirigenza irpina. Il primo indiziato, come spesso accade in questi casi, è proprio il tecnico. Mister Roberto Taurino non ha fin qui rispettato le aspettative d’inizio stagione e per questo che patron Angelo Antonio D’Agostino starebbe riflettendo sulla sua posizione. Nonostante gli attestati di stima espressi in conferenza stampa qualche settimana fa, il presidente biancoverde sta sfogliando la margherita dei possibili pretendenti per il timone biancoverde. Al di là della posizione del tecnico, di cui se ne saprà qualcosa nelle prossime ore, le prime sette giornate di campionato sono servite per mettere in luce un elemento che fin qui non ha praticamente mai inciso in mezzo al campo. Si tratta dell’ex Turris Daniele Franco. 

Quella tra l’ex corallino e l’Avellino è una storia che va avanti ormai da quasi un anno. Sia l’attuale direttore sportivo, Enzo De Vito, che il suo predecessore, Salvatore Di Somma, non hanno mai nascosto la stima nei confronti del fantasista napoletano. Lo stesso Di Somma, nella sessione invernale della passata stagione, fu vicino a chiudere l’accordo con il club corallino per poi virare su altri elementi per ragioni di natura tecnico-tattica. A distanza di qualche mese, però, l’Avellino è dovuto tornare sui suoi passi riuscendo finalmente a portare Daniele Franco in biancoverde siglando un contratto biennale. 

Franco: prestazioni negative e numeri da dimenticare

Ebbene, a distanza di tre mesi dal suo approdo in Irpinia, tra pre-season, campionato e Coppa Italia di Lega Pro, Franco non è stato mai in grado di dimostrare il suo potenziale. I cambi di gioco, i passaggi millimetrici e le sventagliate viste con la casacca della Turris sembrano, almeno per il momento, un miraggio. Costantemente raddoppiato in marcatura, non è mai riuscito a servire un compagno in fase offensiva. Determinate, in questo senso, anche la concorrenza in mezzo al campo con mister Roberto Taurino che in più di un’occasione ha preferito Antonio Matera a lui.  

Dati alla mano sono 366 i minuti fin qui disputati in campionato. Sei le presenze registrate con una media di 60 minuti a partita. La prestazione peggiore, quella del “Veneziani” contro il Monopoli, con la sostituzione all’intervallo proprio per Matera. Stesso dicasi per la gara successiva, contro il Messina, subentrato al 45esimo al posto di Guadagni. Panchina, invece, nella trasferta del “Francioni” contro il Latina. Il minutaggio sale a 456 minuti contando anche la partita di Coppa Italia di Lega Pro contro la Fidelis Andria, unica partita fin qui disputata per novanta minuti. Insomma, numeri disastrosi per un calciatore giunto ad Avellino per fare la differenza. Al calciatore l’onere di rialzare la testa e tornare quello delle passate stagioni. Al tecnico il compito di metterlo nella condizione giusta per poter esprimere il suo potenziale. A distanza di mesi, Avellino aspetta anche il miglior Daniele Franco. 

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