Antonio Aquino, candidato al Consiglio comunale con il Movimento 5 Stelle a sostegno di Nello Pizza sindaco, rivendica il ruolo dei pentastellati nel Campo Largo ma fissa una condizione netta: trasparenza, controllo degli atti e rottura con le vecchie logiche amministrative. Dopo l’esperienza nell’assise comunale durante l’amministrazione Nargi, terminata con il commissariamento, Aquino parla di responsabilità, autocritica e priorità per la città.
Aquino, lei è stato consigliere comunale durante l’amministrazione guidata da Laura Nargi, poi finita con il commissariamento. Che responsabilità politica si assume per quell’esito?
«La responsabilità politica che mi assumo è quella di non essere riuscito, insieme agli altri consiglieri di opposizione, a costruire prima una via d’uscita chiara da una situazione che era già fragile in partenza e che con il tempo è diventata sempre più instabile. Detto questo, voglio essere altrettanto chiaro: non mi sono mai sottratto a un’opposizione seria, costruttiva e responsabile. Ho votato contro il bilancio dell’amministrazione Nargi perché non ne condividevo né il metodo né alcune scelte di merito. Il commissariamento è stato il risultato di una crisi politica interna alla maggioranza e dell’incapacità di garantire stabilità, visione e governo alla città. Avellino non può più permettersi amministrazioni tenute insieme soltanto dagli equilibri numerici».
Cosa farebbe oggi in modo diverso?
«Pretenderei fin dall’inizio un cronoprogramma pubblico sugli atti fondamentali: bilancio, PNRR, manutenzione, servizi, partecipate. E pretenderei verifiche periodiche in Consiglio comunale. Non basta amministrare giorno per giorno. Serve dire ai cittadini cosa si vuole fare, in quali tempi, con quali risorse e con quali responsabilità. Su questo il Movimento 5 Stelle deve essere ancora più rigoroso di quanto sia stato in passato: coerenza, trasparenza e responsabilità non possono essere parole da campagna elettorale, devono diventare metodo di governo».
Il Campo Largo ad Avellino rischia di apparire come un’alleanza costruita solo per vincere. Perché i cittadini dovrebbero credervi?
«Il Campo Largo non può essere una somma di sigle. Se fosse solo questo, a noi non interesserebbe. Per il Movimento 5 Stelle ha senso soltanto se diventa un patto vero sui temi: ambiente, trasparenza amministrativa, servizi sociali, manutenzione, vivibilità, periferie, commercio, mobilità, bilancio, partecipazione.
È vero, le dinamiche che hanno portato alla candidatura dell’avvocato Nello Pizza possono essere apparse turbolente. Ma la politica è anche confronto, a volte acceso. L’importante è che quel confronto non sia finalizzato alle poltrone, ma serva a chiarire una visione di città».
Qual è il punto su cui non siete disposti a cedere?
«La trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Non è uno slogan. Significa atti chiari, bilanci leggibili, partecipate controllate, affidamenti verificabili, cronoprogrammi pubblici. I cittadini devono sapere come vengono spesi i soldi, perché vengono fatte determinate scelte e quali risultati producono. Su questo non possiamo arretrare. Senza trasparenza non c’è fiducia. Senza fiducia non c’è partecipazione. E senza partecipazione qualunque alleanza diventa soltanto un accordo elettorale. Noi invece vogliamo un patto politico e programmatico serio, capace di restituire ad Avellino credibilità, governo e futuro».
Avellino vive difficoltà evidenti: servizi, manutenzione, macchina comunale, fiducia nelle istituzioni. Quale sarebbe la prima misura immediata?
«Una operazione verità sullo stato della macchina comunale e dei servizi. Entro poche settimane bisogna fare una ricognizione pubblica, settore per settore: cosa funziona, cosa non funziona, quali contratti sono in essere, quali costi sostiene il Comune, quali sono i tempi di risposta ai cittadini e quali responsabilità amministrative esistono. Non possiamo chiedere fiducia ai cittadini se prima non diciamo con chiarezza come stanno le cose. Penso ai servizi essenziali, alla manutenzione, al verde, alla gestione dei rifiuti, alla macchina amministrativa, alle partecipate, ai concessionari e a chi svolge servizi per conto del Comune».
Quale interesse consolidato è pronto a mettere in discussione?
«Quello di chi pensa che il Comune sia un luogo dove tutto resta com’è: stessi equilibri, stesse rendite, stessi affidamenti, stessa opacità, stessa distanza dai cittadini. Questa logica va rotta. Per il Movimento 5 Stelle ogni euro pubblico deve produrre un beneficio misurabile per la città. La prima cosa da fare è rimettere ordine: trasparenza sugli atti, controllo sui contratti, tempi certi per le risposte ai cittadini e priorità agli interventi più urgenti nei quartieri. La fiducia non si ricostruisce con gli annunci, ma dimostrando che il Comune torna a essere la casa dei cittadini, non il terreno di conservazione di interessi particolari».





