Al Partenio pareggio amaro per l’Avellino contro il Palermo

Credit: Sandro Montefusco

Un Avellino dal piglio forte ma che si deve accontentare di un pareggio amaro contro il Palermo di Pippo Inzaghi.

Biancolino sceglie la continuità e si affida al 3-5-2. Palmiero è il faro davanti alla difesa, con Besaggio e Sounas mezzali pronte ad accompagnare l’azione. Sugli esterni Missori e Cancellotti garantiscono corsa e ampiezza, mentre davanti Biasci e Tutino formano una coppia complementare, fatta di movimento e profondità.

Il Palermo risponde con il 3-4-2-1, più fluido, con l’idea di occupare gli spazi tra le linee e colpire sfruttando la qualità dei singoli. Joronen tra i pali, linea difensiva compatta e ripartenze rapide.

Il clima è subito quello delle grandi occasioni.

Un primo tempo di equilibrio, poi l’accelerazione biancoverde
La fase iniziale è di studio. Le squadre si annusano, il ritmo è alto ma le occasioni vere scarseggiano. L’Avellino però dà la sensazione di avere qualcosa in più sul piano dell’intensità.

Al 24’ Palmiero ci prova dalla distanza, costringendo Joronen alla prima vera risposta della serata. Poco dopo, al 37’, Fontanarosa è decisivo nel chiudere su Ceccaroni, evitando il possibile vantaggio rosanero.

È il preludio al gol. Al 39’ l’Avellino accelera improvvisamente: fraseggio stretto in area, Missori serve Biasci che trova lo spazio giusto e batte Joronen. È l’1-0 che fa esplodere il Partenio e che premia la manovra più coraggiosa dei padroni di casa.

Nel finale di primo tempo i biancoverdi sfiorano anche il raddoppio: transizione veloce, Sounas inventa un lob per Besaggio che tenta un tacco al volo spettacolare. La palla termina alta, ma l’Avellino manda un messaggio chiaro.

All’intervallo è 1-0.

Ripresa: Tutino spreca, il Palermo cresce
Il secondo tempo si apre con un’occasione clamorosa per l’Avellino. Al 49’ un errore difensivo del Palermo spalanca la porta a Tutino, che si presenta davanti a Joronen. L’attaccante tenta il dribbling invece della conclusione immediata e l’azione sfuma con una chiusura disperata sulla linea.

È un momento chiave. Da lì il Palermo prende coraggio e alza il baricentro.

Al 60’ Biasci impegna ancora Joronen, ma al 69’ arriva il pareggio rosanero. Daffara respinge una prima conclusione, sulla palla vagante si avventa Ranocchia che non sbaglia. È l’1-1 che rimette tutto in equilibrio e cambia l’inerzia della gara.

Il sorpasso rosanero: rigore e nervi tesi
L’Avellino accusa il colpo. Il Palermo spinge e al 78’ arriva l’episodio che sembra decidere la partita. Galipò indica il dischetto per un tocco irregolare di Fontanarosa su una conclusione dalla distanza. Il VAR conferma.

Dal dischetto Pohjanpalo è glaciale e firma l’1-2 all’83’. Il Palermo completa la rimonta e sembra avere la partita in mano.

Subito dopo arriva anche l’espulsione di Diakité, che lascia i rosanero in dieci. Un dettaglio che diventa enorme nel finale.

Assalto Avellino e pareggio nel recupero
Biancolino getta nella mischia energie fresche. Dentro Lescano, Russo, Palumbo e Patierno. L’Avellino attacca a testa bassa, sospinto dal pubblico.

All’89’ arriva il gol che cambia tutto. Russo crossa, Palumbo si coordina e colpisce al volo. Una conclusione pulita, potente, imparabile. È il 2-2 che fa tremare lo stadio.

Nei sei minuti di recupero succede ancora di tutto. Al 94’ Joronen compie un intervento decisivo sul colpo di testa di Lescano, evitando una beffa clamorosa.

Poi il fischio finale.

Un pareggio che lascia aperti scenari
Avellino-Palermo finisce 2-2, ma è una di quelle partite che valgono più di un punto. L’Avellino conferma identità, intensità e una crescita evidente, ma deve fare i conti con qualche errore di cinismo che pesa. Il Palermo dimostra carattere, rimonta e qualità, ma paga l’inferiorità numerica nel momento cruciale.

Il Partenio applaude. Non è stata una serata qualunque. È stata una partita che racconta perché questo campionato non concede pause e perché ogni dettaglio, dal primo all’ultimo minuto, può cambiare

 

Nel 3-4-2-1 iniziale scelto dal tecnico del Palermo, Bereszynski va in panchina e nei tre dietro c’è Peda; a sostituire Pierozzi, invece, c’è Diakité. L’incontro inizia a ritmi molto lenti e con pochissime occasioni da gol da entrambe le parti. Bisogna attendere il 39′ per il solito Biasci che, appena vede rosanero, va sempre in rete. La difesa dei siciliani si addormenta e l’attaccante dei campani deve solo appoggiare in porta su assist di Missori poco prima di andare negli spogliatoi.

 

 

Nella ripresa, invece, succede di tutto. Al 69′ Ranocchia trova il gol dell’uno a uno dopo diversi minuti di proiezioni offensive dei suoi. Al 79′ Pohjanpalo tenta la conclusione da fuori area e Fontanarosa la tocca con il braccio: l’arbitro assegna il rigore anche dopo essere stato richiamato dal VAR al monitor. Lo stesso attaccante finlandese dal dischetto non sbaglia. Cinque minuti dopo ennesimo colpo di scena, Diakité (già ammonito) si becca il secondo giallo e lascia i suoi in dieci. Subito dopo Palumbo dell’Avellino segna un gran gol in sforbiciata che vale il definitivo 2-2.

 

Il Palermo, con questo pareggio, mantiene il quinto posto in classifica e raggiunge quota 30 punti. L’Avellino, dal canto suo, ottiene la sua ventunesima lunghezza in graduatoria attestandosi in decima posizione.

 

Avellino-Palermo: il tabellino

AVELLINO: 30 Daffara, 2 Missori, 6 Palmiero (C; dal 73′ Palumbo), 7 Tutino (dal 73′ Patierno), 14 Biasci (dall’85’ Russo), 24 Sounas, 29 Cancellotti, 39 Besaggio (dall’88’ Panico), 44 Simic, 56 Enrici (dall’85’ Lescano), 63 Fontanarosa. A disposizione: 1 Iannarilli, 8 Gyabuaa, 9 Patierno, 10 Russo, 17 Crespi, 20 Palumbo, 23 Cagnano, 32 Lescano, 33 Panico, 78 Milani, 79 Manzi. Allenatore: Biancolino.

 

PALERMO: 66 Joronen, 3 Augello, 5 Palumbo (dall’85’ Giovane), 8 Segre (dal 66′ Gomes), 10 Ranocchia (dall’85’ Blin), 13 Bani (C; dal 66′ Gyasi), 20 Pohjanpalo

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