Come accadde per l’ANM dalla pubblicazione della graduatoria di operatori d’esercizio vincitori di concorso pubblico (sono passati oltre 3 anni), oggi l’Unione Sindacale di Base sta provando a fare per la graduatoria di operatori d’esercizio dell’AIR Campania.L’Unione sindacale di base chiede uno scorrimento “rapido della graduatoria per mettere fine al precariato per garantire un servizio efficiente”.
L ‘Usb ha chiesto all’azienda di trasporti un confronto nelle scorse settimane, ma in un incontro con l’Assessore ai Trasporti Regionale Mario Casillo, ha già evidenziato come l’assunzione di personale nel settore tpl, oltre ad “essere un bisogno sociale, sia anche una necessità per il diritto alla mobilità dei cittadini in sicurezza”.
E anche i sindacati Confederali, hanno chiesto un incontro all’AIR Campania sul possibile scorrimento della graduatoria.
Il tema dello scorrimento della graduatoria degli operatori d’esercizio per Air Campania, è ritenuto da Usb indispensabile per far fronte alla carenza di personale. Esiste infatti, un’“evidente carenza di operatori d’esercizio e di altre figure professionali essenziali”, nonostante sia ancora valida una graduatoria scaturita da un concorso pubblico.Il servizio, sostiene l’organizzazione sindacale, viene attualmente garantito “solo grazie allo spirito collaborativo del personale, che effettua numerose ore di straordinario e comandi fuori residenza, con costi aggiuntivi per l’azienda e possibili ricadute sulla sicurezza di lavoratori e utenti”.
“La graduatoria è ferma ed è incredibile perché parliamo di circa 400 risorse nuove , che potrebbero tranquillamente- afferma il responsabile dell’ USB Campania Marco Sansone- venire incontro alle esigenze del servizio visto che c’è una carenza, come dire cronica che è data dalla dal fatto che ci sono molti servizi che vengono effettuati su prestazioni straordinarie da parte degli operatori e ci sono addirittura dei lavoratori che vengono spostati in altri impianti per garantire il servizio. Noi riteniamo che sia normale, così come è accaduto in altre realtà del territorio campano, penso a ANM in cui si è fatto, che venga effettuato lo scorrimento della graduatoria per fare lavorare quelli che hanno vinto il concorso pubblico.E si tratta di venire incontro un alle esigenze dei tanti disoccupati di questa regione e garantire anche un servizio decente ai cittadini campani”.
Lei ritiene che il mancato scorrimento della graduatoria sia legato alla mancanza di coperture finanziarie per coprire la spesa?
Sì. Il blocco dello scorrimento era legato al fatto che la Regione Campania avesse limitato i fondi per quanto riguarda le partecipate tra cui Air Campania, fondi che si sono sbloccati 15 giorni fa. E devo dire la verità, anche su pressione dell’amministratore di Air Campania che, iha battuto un po’ i pugni sul tavolo perché, diciamo, diversamente, si poteva soltanto attingere dalle graduatorie di agenzie per lavoratori somministrati, i cosiddetti interinali, che dal nostro punto di vista sono un costo in più e una garanzia in meno per la sicurezza”.
In termini di numeri che carenza di personale avete riscontrato?
“Secondo i nostri calcoli, noi abbiamo una carenza organica almeno di 200-250 unità. Invece Air Campania sostiene allo Stato, che con i pensionamenti e i prepensionamenti che ci saranno e che termineranno a giugno prossimo, ci dovrebbe essere una carenza di una settantina di unità. Non è una tesi che co dividiamo, perché fanno leva sul servizio attuale che, oggi è carente. Quindi se noi leviamo 70 unità e ne riprendiamo 70, abbiamo ancora un servizio carente, che continua ad alimentare lo straordinario di lavoratori che devono viaggiare per 14 ore sugli autobus. E sappiamo che ci sono tratte anche piuttosto delicate e soprattutto, e che operatori che vengono spostati da impianti a impianti perché c’è una carenza particolare, per esempio verso Avellino. Anche se non abbiamo avuto una pianta organica ufficiale da parte dell’azienda, riteniamo che per migliorare il servizio, possano servire tra i 240 e 280 operatori di esercizio per garantire un servizio più degno, soprattutto alle aree interne della Campania, che spesso e volentieri sono abbandonate a sé stesse”.
Negli ultimi giorni ci sono stati casi di aggressione al personale di servizio e non è la prima volta. A Caserta in due giorni sono stati aggrediti due autisti. Invece ieri all’autostazione di Avellino un nuovo caso di violenza ai danni di un dipendente.
“Sono anni che chiediamo alle aziende e anche alle Prefetture, di aumentare i controlli. Poi, bisognerebbe fare un discorso relativo anche alle forme educative da parte delle scuole.Ma questo è un discorso a lunga scadenza. Credo che sia da riflettere sul fatto che forse si potrebbe investire nel welfare.Tant’è vero che noi mancano addirittura i fondi per i rinnovi contrattuali già sottoscritti, cioè nel senso non avremo la certezza di avere i rinnovi contrattuali già sottoscritti perché c’è stato un taglio, soprattutto nel settore del trasporto. Noi riteniamo normale, che al bordo di ogni autobus, all’interno delle stazioni metropolitane, ci debba essere un aumento del personale di presenza, a partire dai verificatori di titolo di viaggio, quelli che una volta si chiamavano controllori, che possano servire da deterrente, perché a volte anche solo la semplice presenza di un operatore all’interno di un autobus può cercare di limitare il malpensante o il malintenzionato di turno. Due misure che non vengono attuate, perché cercano di risparmiare sui numeri e sulla spesa. E poi una questione fattiva, c’è la normativa Cuna, che prevede la messa in sicurezza a partire dai posti guida. Per esempio, dalle cabine guida degli autisti, che dal primo gennaio dell’anno di quest’anno, del 2026, dovevano essere già previste obbligatoriamente per tutto il territorio nazionale chiuse. Poi c’è stato, proprio per i tagli dei fondi, uno slittamento ad ottobre prossimo. Per esempio, in Air Campania, oggi sono stati consegnati autobus già approntati con le cabine chiuse e credo che questo sia un deterrente proprio fattivo ed immediato. Non è solo una protezione per chi lavora, di per sé dovrebbe essere dovrebbe bastare. Il problema è che quando si aggredisce un autista mentre è in servizio, all’interno del suo autobus, spesso ha centinaia di persone che potrebbero essere coinvolte da un cazzotto sferrato, una persona che a cui viene tirata una sciocca di capelli e può perdere il controllo dell’autobus.Questo qua non è un tema solo relativo alla garanzia della sicurezza per chi lavora, ma anche per gli utenti. E se non si capisce questo e le prefetture non si impegnano,aprendo un tavolo permanente in cui si sa che ad ogni episodio c’è bisogno di una conseguenza, una risposta da parte delle istituzioni, i sindacati sono costretti nella migliore delle ipotesi a effettuare uno sciopero immediato, come è avvenuto ieri. Ed è una risposta concreta rispetto a quanto avviene. Quindi le soluzioni ci sono, bisogna dare l’idea a chi ha usufruisce dei mezzi pubblici, che non si può non si può fare quello che si vuole di chi lavora, perché se ci c’è una sorta di impunità, uso questo termine che a me non piace , ma il senso è quello è chiaro che il giorno dopo chi è malintenzionato sarà, come dire, libero di pensare di poterlo fare, tanto non gli succede niente”.

