A Sant’Angelo dei Lombardi gli “orti terapeutici”

“Il festival Umani ” è andato bene, abbiamo registrato una buona partecipazione di persone e famiglie con il coinvolgimento di istituzioni e associazioni. Intanto abbiamo presentato il progetto degli orti terapeutici”, così il Sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi Rosanna Repole.

Prende forma una nuova esperienza di welfare di comunità: gli orti terapeutici, un progetto pensato non soltanto come attività legata all’agricoltura, ma come strumento di inclusione, socialità e benessere psicologico.

L’iniziativa è nata dalla volontà di trasformare il rapporto con la terra, una opportunità concreta per le persone  e per il territorio.

Gli orti terapeutici per l ‘inclusione

Gli orti diventano uno spazio nel quale coltivare, stare insieme, acquisire autonomia e ritrovare serenità, attraverso percorsi costruiti in base alle diverse esigenze.

Il progetto guarda, in particolare, a tre percorsi. Il primo è rivolto ai ragazzi autistici.  per i quali l’esperienza dell’orto può rappresentare un momento di stimolazione, autonomia, relazione e partecipazione alla vita della comunità. Il secondo percorso è dedicato alla serenità e all’elaborazione di situazioni personali e attraverso il contatto con la natura e il lavoro manuale che sono gli elementi capaci di favorire equilibrio, ascolto, e socializzazione. Il terzo percorso amplia maggiormente la proposta e l’ortoterapia è intesa come attività strutturata nella quale la cura dell’orto e delle piante diventa riferimento nel percorso di benessere e di accompagnamento alla persona.

La vera novità è che l ‘esperienza non sarà circoscritta al solo comune di Sant’Angelo dei Lombardi.  L’obiettivo é portarla avanti come esperienza territoriale, mettendo in rete competenze, persone e diverse realtà.

 Un progetto che parla al futuro dell’Alta Irpinia

Gli orti terapeutici  assumono un significato particolare in un territorio come quello dell’Alta Irpinia dove la terra non è soltanto una risorsa economica e produttiva ma è identità, memoria, cultura e patrimonio della comunità.

Restituire alla terra una funzione sociale significa recuperare una parte della propria storia e reinterpretarla in chiave contemporanea.

L’orto é il luogo dove generazioni e fragilità possono incontrarsi, nel quale il lavoro manuale assume un valore educativo, dove  la comunità può prendersi cura delle persone. E’ un modo diverso di intendere il welfare: non solo servizi da erogare ma luoghi e occasioni attraverso i quali costruire relazioni, e in questo contesto un territorio può prendersi cura di sè partendo dalla propria terra.

Il progetto sarà concretizzato nei prossimi giorno, lo ha assicurato la Sindaca Rosanna Repole che ha già attivato il percorso necessario a recuperare  i fondi necessari per concretizzarlo e dare il via agli Orti Terapeutici. E’ un esperimento di agricoltura sociale e inclusione, nel quale la coltivazione degli ortaggi diventa metafora e pratica concreta del prendersi cura. Come l’orto ha bisogno di tempo, attenzione e costanza anche  una comunità più inclusiva necessita delle stesse attenzioni per raccogliere nel tempo i frutti del lavoro comune.

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