“Ho letto con stupore e sconcerto che il museo dell’Olocausto di Washington ha deciso di rimuovere il nome di Giovanni Palatucci da una mostra, in base a uno studio del Centro Primo Levi, dal quale emerge che il funzionario di pubblica sicurezza nato a Montella è stato un collaboratore nazista. Il cosiddetto “Schindler italiano” e irpino, noto per aver salvato 5.000 ebrei dallo sterminio nazista durante la sua permanenza a Fiume, è stato riconosciuto come un Giusto da Israele e anche Papa Giovanni Paolo II lo ha dichiarato martire del nazismo. Sono tante le vie e le scuole, nei paesi dell’Irpinia e non solo, dedicate a questo eroe della nostra terra. Ad Avellino via Palatucci è la strada dove si trova la questura. È davvero un brutto colpo per ogni avellinese ed irpino che ha da sempre intravisto nella figura del commissario Palatucci un modello ed un esempio istituzionale forte, che ha dato la sua vita per salvare quella di poveri innocenti, un funzionario dello Stato italiano che “andò oltre il comandamento cristiano, amando il prossimo più di sé stesso”, come ha affermato Rozsi Neumann, ebrea salvata grazie al sacrificio del funzionario di Stato irpino. Mi auguro per questo che la ricerca storica sulla figura di Giovanni Palatucci possa compiere ulteriori approfondimenti e accertamenti, nella speranza che la nostra memoria e quella delle future generazioni possa continuare a ricordarlo e a celebrarlo come eroe, vero ed autentico uomo delle istituzioni che ha lottato contro il nazifascismo per salvare la vita di poveri ebrei innocenti”. E’ quanto si legge nella nota di Paolo Foti, sindaco di Avellino.



