Turismo, Lega contro la graduatoria Campania: «Criteri da chiarire»

I sindaci chiedono verbali e punteggi analitici sui 10 milioni assegnati ai progetti

Scontro sul bando “Le stagioni della Campania”. I criteri erano indicati nell’avviso, ma la Lega chiede di conoscere nel dettaglio come la commissione li abbia applicati e chiama in causa il presidente Fico.

La graduatoria è pubblicata, i punteggi finali sono consultabili e i criteri generali di valutazione erano stati fissati prima della selezione. Ma per i sindaci della Lega in Campania non basta. Il centro della contestazione diventa adesso il modo concreto in cui quei criteri sono stati applicati dalla commissione che ha deciso quali progetti finanziare con i 10 milioni di euro del programma regionale “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027”.

L’accusa politica è pesante. Le fasce tricolori leghiste parlano di una graduatoria che suscita «fortissime perplessità», chiedono la pubblicazione di verbali, griglie analitiche e motivazioni e arrivano a sollevare il dubbio che possano avere inciso appartenenze o sponsorizzazioni politiche. Un sospetto che gli stessi amministratori precisano di non poter sostenere, allo stato, con elementi documentali. Proprio per questo chiedono alla Regione Campania di mettere a disposizione tutti gli atti istruttori.

Dieci milioni per 56 progetti

Il provvedimento contestato è il decreto dirigenziale numero 463 del 10 agosto della Direzione generale Politiche culturali e Turismo. La misura dispone di 10 milioni di euro destinati ai Comuni non capoluogo, ai quali si aggiungono 190 mila euro riservati alle attività di promozione e comunicazione del programma. Ogni progetto poteva ottenere fino a 200 mila euro, con un cofinanziamento minimo del 10 per cento e l’obbligo di essere presentato attraverso un partenariato tra almeno due Comuni.

Sono 56 le proposte collocate in posizione finanziabile. La graduatoria parte dagli 81,17 punti di “Dialoghi Mediterranei”, con Centola capofila, e arriva ai 67 punti del progetto presentato da Nocera Inferiore, al quale vengono attribuiti 179.945 euro, la somma residua necessaria a raggiungere esattamente il tetto dei 10 milioni disponibili.

Un secondo gruppo di progetti è risultato ammissibile ma non finanziabile per esaurimento delle risorse. Il decreto quantifica in oltre 10,7 milioni di euro il valore complessivo delle proposte rimaste fuori pur avendo superato la valutazione di merito. È previsto lo scorrimento della graduatoria nel caso di rinunce o qualora vengano reperiti nuovi fondi.

I criteri c’erano, il nodo è come sono stati applicati

Un elemento va chiarito nella polemica. I criteri di valutazione non risultano introdotti dopo la presentazione delle domande. L’avviso prevedeva un massimo di 100 punti e definiva cinque grandi aree sulle quali la commissione avrebbe dovuto giudicare le proposte.

La coerenza progettuale poteva valere fino a 25 punti, la qualità tecnica e funzionale fino a 35, la capacità di promozione e valorizzazione del territorio fino a 10, la messa in rete dei percorsi fino a 20 e la compartecipazione finanziaria fino a 10 punti. Il peso maggiore era dunque assegnato alla qualità del progetto, comprendendo anche creatività, capacità di costruire un’esperienza turistica, destagionalizzazione e strutturazione dell’itinerario.

È però proprio qui che si concentra la richiesta della Lega. Nella documentazione pubblicamente allegata alla graduatoria compare il punteggio complessivo ottenuto da ciascun progetto, ma non la scomposizione di quel voto nelle singole voci attribuite dalla commissione. Il decreto dà atto dell’esistenza dei verbali delle sedute e dei relativi allegati, trasmessi il 7 agosto al responsabile del procedimento, ma sulla pagina istituzionale dedicata alla graduatoria risultano pubblicati il decreto, l’elenco dei finanziati, quello degli ammissibili non finanziati e quello delle proposte non ammesse.

La questione posta dall’opposizione, dunque, non riguarda tanto l’esistenza formale dei criteri quanto la possibilità di verificare voce per voce come siano stati trasformati nei punteggi finali.

La Lega porta il caso in Commissione Trasparenza

Alla protesta dei sindaci si sono aggiunti la consigliera regionale Michela Rostan e il capogruppo leghista in Consiglio regionale Massimo Grimaldi, che chiedono l’intervento della Commissione consiliare Trasparenza. L’obiettivo è acquisire gli atti istruttori, i verbali, le griglie e le motivazioni per consentire ai Comuni partecipanti di conoscere le ragioni delle valutazioni ricevute.

La Lega sottolinea di non voler mettere in discussione il valore delle iniziative finanziate e di non voler aprire una guerra tra territori. Il punto politico è un altro: verificare se il margine di discrezionalità inevitabilmente presente nella valutazione qualitativa dei progetti sia stato esercitato in maniera uniforme e motivata.

I sindaci annunciano che, qualora l’accesso agli atti facesse emergere anomalie rilevanti sotto il profilo amministrativo, la documentazione potrebbe essere trasmessa agli organismi di controllo e, se ne ricorressero le condizioni, alla magistratura. Al momento, tuttavia, non risultano accertate irregolarità nella procedura e l’ipotesi di condizionamenti politici resta un’accusa avanzata dagli esponenti della Lega, non un fatto documentato.

L’attacco a Fico e l’ombra della stagione De Luca

La polemica supera così i confini del bando turistico e arriva direttamente a Roberto Fico, presidente della Regione dal novembre 2025. I sindaci leghisti lo invitano a dimostrare con gli atti che la nuova amministrazione rappresenti una reale discontinuità rispetto alla lunga stagione politica di Vincenzo De Luca, utilizzando il gioco di parole secondo cui Fico non dovrebbe diventare la «foglia di fico» della precedente gestione. La carica attualmente ricoperta dall’ex presidente della Camera è confermata dal portale istituzionale regionale.

La procedura è però amministrativamente collocata all’interno della nuova legislatura. Il programma è stato definito dalla Giunta nel maggio 2026, l’avviso è stato pubblicato alla fine dello stesso mese, la commissione di valutazione è stata nominata il 9 luglio e i lavori sono stati conclusi con la trasmissione degli atti il 7 agosto. Il decreto che recepisce la graduatoria porta la data del 10 agosto.

L’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio, presentando il programma a giugno, aveva spiegato che la strategia puntava a superare la logica del singolo evento per costruire destinazioni riconoscibili durante tutto l’anno, aggregando Comuni contigui e favorendo la cooperazione tra pubblico e privato.

Adesso la partita si sposta sul terreno della trasparenza. La pubblicazione dei punteggi complessivi consente di conoscere l’ordine della graduatoria, ma la richiesta dell’opposizione è di poter ricostruire anche il percorso che ha prodotto ciascun voto. Saranno i verbali e le griglie analitiche, se resi disponibili, a permettere di capire se dietro le contestazioni esista una questione amministrativa concreta oppure se lo scontro resterà confinato sul terreno politico.

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