Tangredi nominato all’Asi, Pd: “Esempio di becero trasformismo”

“L’elezione di Filuccio Tangredi a membro del Consiglio di Amministrazione dell’Asi la dice lunga sulle ‘nobili ragioni’ che hanno spinto il sindaco di Cervinara, eletto tra i banchi del Consiglio provinciale nelle liste del Partito Democratico, a migrare verso i lidi demitiani”. Lo si legge in una nota a firma dei dirigenti provinciale del Pd. “All’insegna del più becero trasformismo – si aggiunge – Tangredi ha barattato la fiducia degli elettori democratici per un posto al sole: un atteggiamento indegno ed inaccettabile da parte di chi, evidentemente, è abituato ad utilizzare la politica per rincorrere personalismi e per appagare la propria sete di potere. E bene avrebbe fatto Tangredi ad evitare di cedere a ridicole quanto imbarazzanti dichiarazioni in merito alla coerenza tra la sua nuova collocazione politica e la sua millantata appartenenza all’universo cattolico – democratico. L’eredità di quella nobile storia appartiene al Partito democratico e non certo a partiti o forze politiche che fanno dell’ambiguità e del mercimonio di poltrone la cifra unica del proprio essere e del proprio agire. Il pensiero di padri nobili quali Sturzo, De Gasperi e Moro, è incisa nel dna del Partito democratico, luogo di sintesi tra i due grandi racconti che hanno disegnato la storia di progresso della Repubblica, ovvero quella del riformismo cattolico – democratico e quella del progressismo di sinistra. Una storia che Tangredi evidentemente ignora, visto che l’appartenenza a quei valori in alcun modo si concilia con il trasformismo, male atavico ed evidentemente mai domo di questo nostro Meridione, né i principi di quella tradizione possono sposarsi con i disvalori propri di una destra populista incarnati dal Pdl berlusconiano. Ma a Tangredi non chiediamo di rispondere a tali argomentazioni: al sindaco di Cervinaria chiediamo un sussulto di dignità politica. Si dimetta dalla carica di consigliere provinciale e restituisca agli elettori democratici che due anni fa consentirono la sua elezione il diritto di essere rappresentati”.

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