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Sviluppo, Luongo (Noi Sud): potenziare imprese per rinascita |
Sviluppo, Luongo (Noi Sud): potenziare imprese per rinascita
“Il popolo della Campania è un popolo paziente, ha tollerato le più insolite inadempienze di una classe dirigente poco incline a valorizzare le bellezze e la cultura della nostra terra”. Allora abbiamo scambiato la vocazione creativa della nostra gente, con la logica della grande fabbrica, che di solito sacrifica la creatività individuale, sull’altare del conformismo e della massificazione del prodotto standard. Tuttavia noi campani siamo noti al mondo intero per la nostra innata creatività che ci caratterizza per il nostro modo di esportare cultura”. Lo afferma Isacco Luongo, coordinatore Noi Sud – Santa Paolina.
“Non voglio scivolare – continua Luongo – nel guado dei luoghi comuni, tuttavia è necessario ricordare che la nostra terra e la nostra gente hanno prodotto eccellenze di portata internazionale, sia nelle culture umanistiche che in ambito scientifico e per contrasto ci facciamo governare da un Bassolino. Allora mi chiedo, come è possibile che un popolo così incline alla cultura all’arte e alla creatività si lasci andare a tali punte di incoerenza?
Vorrei esortare la nostra gente a credere di più nell’impresa artigianale e di qualità, vorrei immaginare la Campania dei prossimi anni come un grande tessuto di piccole e medie imprese produttive ed efficienti, insomma credo che una costellazione di piccoli imprenditori e di agricoltori di professione possa determinare, condizioni di sviluppo maggiori e sicuramente più sostenibili, rispetto alle grandi fabbriche che si basano su modelli obsoleti che ricordano la prima rivoluzione industriale.
Vorrei sensibilizzare la nostra classe dirigente a promuovere modelli più simili al nord-est, più semplici da realizzare e più facili da controllare. Indirizzare le risorse economiche per lo sviluppo di un largo indotto composto da una miriade di piccole imprese e di numerosi commercianti.
Questa potrebbe essere una risposta efficace alla concorrenza straniera, proveniente dal sud est asiatico, e potrebbe coinvolgere, un gran numero di persone tuttora schiacciate dal peso di un fisco oppressivo e illiberale, e per tanto orientate a lasciare la loro vocazione imprenditoriale a favore di una logica clientelare che favorisce la cultura del posto fisso.
Io credo in uno sviluppo privato costituito da un corposo numero di lavoratori liberi e autonomi, incoraggiati in alcuni casi specifici da uno startup pubblico, che consenta colui che crea condizioni di sviluppo e di crescita sostenibile di proseguire nel proprio lavoro.
Il modello che propongo – conclude Luongo – ha già mostrato altrove la sua efficienza, spero solo che la classe politica e dirigente del nostro sud sappia leggere il mio appello in maniera propositiva, e ne garantisca una corretta attuazione”.





