Solofra, approvato il consuntivo in un clima di caos ingiustificato

La maggioranza rivendica il voto: evitato il commissario. Condannata l'offesa alla fascia tricolore in pelle

Seduta tesa in Consiglio comunale. Il bilancio consuntivo passa con il voto della maggioranza, mentre resta alta la frattura politica a Palazzo Orsini.

Il Consiglio comunale di Solofra ha approvato questa mattina, 23 giugno 2026, il bilancio consuntivo dell’ente. Un passaggio amministrativo decisivo, rivendicato dalla maggioranza come atto necessario per evitare l’arrivo di un commissario prefettizio e garantire continuità ai servizi comunali. La seduta, però, si è svolta in un clima di forte tensione politica, con scontri tra maggioranza, opposizione e consiglieri che nei mesi scorsi erano stati eletti nella coalizione di governo cittadino.

 

Secondo la ricostruzione diffusa dalla maggioranza, l’approvazione del consuntivo avrebbe consentito di tutelare la stabilità dell’ente e il futuro amministrativo della città. Il voto arriva dopo settimane difficili per l’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Moretti, già attraversata da una crisi interna e da passaggi consiliari ad alta tensione sul fronte dei documenti finanziari.

La frattura in aula

Il nodo politico della seduta riguarda la presenza e il voto del consigliere Gino De Stefano, da poco entrato tra i banchi della maggioranza. La maggioranza accusa l’opposizione e tre consiglieri eletti originariamente nella coalizione di governo, oggi schierati con la minoranza, di aver tentato di impedirgli di esercitare il proprio diritto al voto.

La contestazione ha alimentato il clima di caos in aula, trasformando l’approvazione del bilancio in un nuovo terreno di scontro. Per la maggioranza si è trattato di un comportamento grave, capace di indebolire il corretto funzionamento della democrazia locale. Dall’altra parte, resta il dato politico di una maggioranza numericamente fragile, costretta a misurarsi con divisioni interne che continuano a pesare sull’azione amministrativa.

La polemica sulla fascia tricolore

Nel corso della seduta è esplosa anche una polemica istituzionale attorno alla fascia tricolore del sindaco. La maggioranza ha giudicato inaccettabili le parole attribuite alla consigliera Maria Luisa Guacci, accusata di aver sminuito il valore simbolico della fascia indossata dal primo cittadino.

La fascia, secondo quanto riferito dalla maggioranza, sarebbe stata realizzata in pelle e donata da un imprenditore solofrano in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono. Per l’amministrazione si tratta di un simbolo da rispettare, perché rappresenta non solo la figura del sindaco, ma l’intera comunità cittadina e la funzione istituzionale che egli esercita.

Bilancio e stabilità politica

L’approvazione del consuntivo consente ora all’amministrazione di rivendicare un risultato politico e amministrativo, ma non cancella le difficoltà emerse in aula. La tenuta della maggioranza resta il tema centrale della fase che si apre dopo il voto. Il sindaco Nicola Moretti e i consiglieri che lo sostengono parlano di responsabilità, stabilità e difesa dei servizi essenziali, mentre il confronto con l’opposizione appare destinato a proseguire su toni molto accesi.

La vicenda conferma il clima di instabilità che da mesi attraversa Palazzo Orsini. Il bilancio è passato, ma il voto non chiude la crisi politica. Al contrario, la rende ancora più evidente: da un lato la maggioranza che rivendica la necessità di andare avanti, dall’altro un fronte critico che contesta metodo, numeri e gestione dell’aula.

La sfida dei prossimi mesi

Per Solofra, il passaggio consiliare rappresenta una tappa importante, ma non definitiva. Dopo l’approvazione del consuntivo, l’amministrazione sarà chiamata a dimostrare di poter governare senza restare prigioniera dello scontro permanente. Servizi, programmazione finanziaria e tenuta istituzionale saranno i banchi di prova dei prossimi mesi.

La maggioranza assicura di voler proseguire con impegno e trasparenza, difendendo la stabilità dell’ente e il futuro della città. Ma la seduta del 23 giugno lascia in eredità un dato politico chiaro: a Solofra la partita amministrativa resta aperta e il bilancio approvato non basta, da solo, a ricomporre la frattura in Consiglio comunale.

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