Solimine:”Lavoratori hanno bisogno di chiarezza senza altri fini”
“Che vi sia la necessità di definire una comune strategia che affronti la drammaticità del lavoro nella nostra provincia è fuori discussione; che si debbano compiere tutti gli sforzi possibili per avere maggiori certezze per i lavoratori e le loro famiglie credo sia interesse di tutti, dobbiamo tuttavia definire bene i confini delle responsabilità, perché non è possibile continuare a mentire sapendo di mentire”. E’quanto afferma l’assessore provinciale al Lavoro e alla Formazione, Giuseppe Solimine. “Abbiamo una crisi mondiale in atto, ci sono problemi di tenuta complessiva del sistema paese e nonostante tutto c’è qualcuno che continua a ragionare come se per una scelta scellerata e voluta la nostra provincia ne stesse subendo le conseguenze.
Quando si fa riferimento ad impegni assunti e si tenta di confondere la disponibilità con la responsabilità, allora c è qualcosa che non quadra. Il presidente Cosimo Sibilia il 1° Maggio ha voluto testimoniare, partecipando alla manifestazione, la vicinanza dell’amministrazione provinciale ai lavoratori, ai disoccupati e a quanti in questo momento vivono il dramma della inoccupazione o della perdita del posto di lavoro, con la consapevolezza che la difesa del lavoro è elemento imprescindibile dell’azione politico-amministrativa delle istituzioni provinciali. Non passerelle occasionali dalle quali trarne un vantaggio, ma testimonianza concreta di un impegno serio al servizio della collettività. L’impegno profuso a difesa del lavoro dalla provincia è sotto gli occhi di tutti, egli ha operato avendo la consapevolezza di dover coinvolgere i protagonisti della vita sociale di questa provincia attraverso un sistema relazionale corretto e serio e il lavoro fin qui svolto è stato soddisfacente.
Non richieste di onori , bensì il riconoscimento – questo sì – di un lavoro comune senza alzare il tono della voce, offrendo sempre disponibilità ad intervenire su ogni questione. Un impegno costante senza mai tentennare neanche per un momento. Nonostante tutto questo la sensazione che si avverte è che vi sia qualcuno o qualcosa che tende a strumentalizzare le posizioni e a rendere il clima poco sereno. Qualcuno reclama il rispetto di presunti impegni assunti in occasione del primo maggio dimenticando che in tale occasione non vi sono stati interventi istituzionali che abbiano preso impegni specifici se non una manifesta volontà ad esserci sulle questioni con pari responsabilità.
Il lavoro deve essere difeso sempre e comunque, anche quando si tenta in maniera poco accorta di dividere il fronte unitario, compreso quello istituzionale, con fughe in avanti pur consapevoli che le corse in solitudine portano inevitabilmente alla sconfitta.
La mobilitazione o lo sciopero generale non possono essere l’argomento da sventolare a mo’ di clava quasi a voler distinguere tra coloro che sono a favore e coloro che sono contro il mondo del lavoro; nessuno ha timore di quello che in modo legittimo viene attivato a difesa di una condizione di difficoltà, ritenendoci non la controparte di una vertenza indirizzata nei confronti della provincia o del comune.
Reclamare il tavolo per il lavoro e lo sviluppo può essere una legittima richiesta a condizione che per poter parlare di sviluppo si abbia qualcosa da sottoporre al tavolo ed il tavolo nella sua pluralità possa determinare le condizioni per incentivare e realizzare le condizioni ottimali per consentire la risposta ad una richiesta.
La discussione deve essere mantenuta aperta ma parlando la lingua della chiarezza assumendosi la responsabilità di un momento difficile con il quale dover gioco forza fare i conti.
Un patto di solidarietà vera, senza furbizie, questo è quello di cui i lavoratori di questa provincia hanno bisogno, avendo la capacità di parlare liberamente e con chiarezza senza porsi altri fini.
La ricetta per traghettare fuori dalla tempesta il nostro territorio si chiama capacità ad individuare percorsi strategici alternativi offrendo qualità della risposta e capacità di unità di intenti. Su questo l’amministrazione provinciale ritiene di dover e poter continuare a svolgere un ruolo di primo piano a difesa del lavoro e dell’occupazione di questa provincia non ci faremo trascinare in un vortice di contrapposizioni, non vogliamo intendere la politica come lotta ma come servizio.
Le istituzioni di questa provincia continueranno ad assumersi fino in fondo l’onere della difesa del territorio attivando percorsi di sostegno attraverso funzioni nuove che possano consentire l’uscita dalla crisi con meno danni possibili ma avendo la consapevolezza che questa crisi cambierà molto le regole del gioco e chi immagina di conservare posizioni di rendita dimostra di non aver compreso la drammaticità degli eventi.

