SEL,Pelullo: “Mi aspettavo ventata fresca. E invece soliti nomi”
“Mi aspettavo, come molti, -afferma Agostino Pelullo, consigliere comunale di Bisaccia e componente dell’assemblea federale di SEL- di veder nascere SEL in provincia di Avellino con una ventata fresca, anche nei nomi delle persone che devono rappresentare il nuovo soggetto politico all’esterno. Avrei voluto sentire un accenno di analisi sui problemi che assillano questo pezzo del sud e sulle possibili soluzioni: dal lavoro ai rifiuti, alla sanità.
Invece ho assistito, allibito, a una filippica – gridata, addirittura- sul ‘centrosinistra alternativo’ da parte del coordinatore designato. E pensare che pochi secondi prima qualcuno, nel commemorare la figura di Michele D’Ambrosio, aveva pronunciato parole, che condivido, sul necessario spirito unitario, alla cui base devono esserci ‘nobili ragioni’.
La prima assemblea federale di SEL ha confermato una vocazione singolare di questa provincia: quella ‘sindrome Tafazzi’ da cui non sa liberarsi un gruppo di personaggi che conosco dagli anni ’70, testardamente operosi nel cercare di fare terra bruciata intorno a sè; di definirsi ‘comunisti’ e, secondo una malintesa interpretazione del senso del termine, di pensare che riti e alchimie dell’ex Unione Sovietica possano essere il metodo ispiratore del nuovo soggetto politico a guida vendoliana; di pensare, ogni volta, di impossessarsi del ‘marchio della concessionaria’ e di ignorare, disinvoltamente, che la gente non si avvicina neanche per dare un’occhiata al prodotto, che resta puntualmente invenduto.
Che tristezza! Sono andato via dalla riunione –conclude l’esponente vendoliano- prima della fine dei lavori, intuendone l’esito”.







