Pubblichiamo una nota della segreteria provinciale Api (Alleanza per l’Italia) sul ricordo della scomparsa di Peppino Impastato. Questa la nota: “Era una mattina stranamente uggiosa quella di Roma di 33 anni orsono,un poco come quella di oggi, mentre a Palermo, a Cinisi splendeva il sole. Era l’alba di un giorno molto triste per l’Italia, l’alba del 9 maggio del 1978. In una Renault 4 rossa, in via Caetani, in pieno centro di Roma, una telefonata anonima, fece ritrovare il corpo senza vita di Aldo Moro, barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse. Quella stessa mattina sui binari della ferrovia, a poche decine di metri dalla stazione di Cinisi, venne ritrovato il corpo martoriato, fatto esplodere col tritolo, di Peppino Impastato. Era la notte buia dello Stato Italiano, era l’alba dei funerali di uno stato, come dissero molti anni dopo i Modena City, nel testo della canzone, sigla del film “I cento Passi”, di Marco Tullio Giordana, film sulla vita di Peppino Impastato. I brigatisti e i mafiosi pensavano che si stesse cantando il “de profundis” all’Italia, invece no. Una nazione, per molti versi contraddittoria, ampiamente bizantina nelle sue forme e nei suoi tempi, sud americana nella considerazione della democrazia, aggrappata ai suoi martiri, i martiri degli anni di piombo, delle stragi, della mafia, seppe reagire, ritrovando in quegli anni uno spirito di coesione profondo, oggi, ahimè, dimenticato. A quello spirito di coesione nazionale, di tutte le forze sociali, politiche, economiche, morali di questo paese ha fatto appello oggi il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il suo commosso ricordo di quanti in nome dello Stato scientemente o anche accidentalmente hanno dato la propria vita per fare dell’Italia una democrazia compiuta, ci ha profondamente colpiti. Alleanza per l’Italia di Avellino, in nome della democrazia, del bene comune, in questo momento dove alcune forze politiche, per mero interesse personale o elettorale, fomentano le divisioni, l’odio razziale, la guerra sociale, fa proprie le parole del Presidente della Repubblica, sperando che il loro spirito, nel giorno della commemorazione delle vittime del terrorismo, pervada tutti noi, spingendoci a lottare per un’Italia migliore e nuova. Oggi nell’occasione di tale commemorazione ricordiamo anche i figli d’Irpinia che hanno versato il loro sangue in quella guerra contro il terrorismo. Il nostro ricordo va all’agente di Pubblica Sicurezza Antonio Annaruma, di Monteforte, ucciso da estremisti di sinistra a Milano, all’agente di Pubblica Sicurezza Ciriaco Di Roma, di Taurasi, trucidato dalle BR a Pomezia e al dott. Francesco Cusano, di Ariano Irpino, vice Questore di Biella, ammazzato a freddo da i NAR proprio a Biella. La politica Irpina, forse troppo intenta a spartirsi poltrone e prebende, non ha perso anche oggi l’occasione per dimostrare la propria superficialità, dimenticandosi di onorare chi con la propria vita gli ha permesso di avere o di mantenere i privilegi che ha”.



