Russo: “Napoli in debito, ripaga l’Irpinia con la munnezza”

Sullo scontro in atto relativamente alla questione rifiuti, di seguito l’intervento di Franco Russo, consigliere provinciale:
“Il Presidente Caldoro, anziché far diventare la regione Campania luogo strategico per la riscossa del Mezzogiorno, pensa solo ai tagli (ospedali, scuole, ferrovie e trasporti in genere, abolizione del reddito di cittadinanza, dimezzamento dei finanziamenti per i Piani di zona sociale) perché deve obbedire agli ordini del ministro Tremonti. Caldoro, i politici e cittadini napoletani sono in debito con noi irpini; devono restituirci il sacrosanto diritto all’assistenza sanitaria e non solo (devono ridarci le ferrovie soppresse come la tratta Avellino Rocchetta, i finanziamenti promessi e mai arrivati per il patto per il lavoro e per le infrastrutture e per tanto altro ancora); questo debito non deve, però, essere pagato con l’immondizia di Napoli e delle aree metropolitane. Noi irpini preferiamo aspettare, preferiamo aspettare che gli intellettuali napoletani e, perché no, anche la magistratura napoletana, nella sua più alta espressione, facciano il loro dovere che non è quello di indicare l’Irpinia come luogo in cui portare la “munnezza“ di Napoli. Gli intellettuali e magistrati napoletani dovrebbero, in qualche modo, contribuire ad educare il popolo napoletano a praticare la raccolta differenziata; dovrebbero spiegare ai cittadini perché nella discarica di Pianura sono stati sversati rifiuti tossici e velenosi di tutti i tipi (dai residui di vernici alle polveri di amianto, passando per i residui di resine ecc…) dall’Italia intera che va dal lontano Nord al più profondo Sud; dobvrebbero ancora spiegare perché nell’affare rifiuti la delinquenza organizzata la fa da padrona ed ancora perché grandi città attuano senza problemi la raccolta differenziata ed a Napoli non si può fare. A questo punto voglio rappresentare la situazione legislativa vigente. Il Governo, ma non è una novità, non fa la sua parte fino in fondo; non riesce a portare avanti il Decreto Legge 26 novembre 2010 n. 196 (convertito in Legge n. 1 a gennaio scorso e pubblicato sulla G.U. n. 18 del 24/01/2011), in cui sono comprese varie iniziative (cancellazione della discarica di Andretta, utilizzo delle cave abbandonate e dismesse della regione Campania che sono circa mille ed il cui utilizzo, anche parziale, permetterebbe di eliminare rifiuti compatibili con dette cave e, al tempo stesso, permetterebbe di realizzare un’azione di ripristino ambientale sulle stesse). La regione Campania nel 2007 ha approvato la provincializzazione dei rifiuti con quote di solidarietà per le altre province della regione, in caso di difficoltà (come si sta facendo in questo periodo), e adesso per la propria assoluta incapacità a decidere vuole fare marcia indietro. Ricordo a me stesso che il Governo nazionale e regionale sono retti dalla stessa maggioranza di centro destra, con in più a livello regionale, il ruolo di “appoggio programmatico” portato avanti dall’UDC con un comportamento non sempre lineare per la difesa del nostro territorio provinciale. Tutti i nostri rappresentanti istituzionali devono fare di più; deve fare di più soprattutto il senatore e presidente Sibilia; deve smetterla di lamentarsi e basta, come un cittadino comune, ma deve mettersi alla testa di questa Provincia non come un capopolo qualsiasi bensì come massimo rappresentante istituzionale e deve far sentire la voce dell’Irpinia a Napoli ed a Roma. Il presidente Sibilia deve garantire risposte a questo territorio; deve garantire il rispetto dei diritti a questa popolazione; deve finirla con il comportamento di chi tenta di barcamenarsi tra la sacrosanta difesa del proprio territorio e la obbligata necessità di dire “obbedisco” al Presidente del Consiglio. Questi due ruoli cozzano uno contro l’altro e dovrà arrivare il momento di scegliere da che parte stare, dovrà arrivare il momento di smetterla con il proprio comportamento “remissivo” e dire no al “padrone del vapore”. Io termino con un augurio: che si stia tutti insieme e che questa provincia mostri una compattezza assoluta e trasversale; questa compattezza dovrà essere di tipo istituzionale (ente provincia, enti sovracomunali, comuni ecc…), di tipo politico (è necessaria la partecipazione di tutti i partiti nessuno escluso) e di tipo geografico (città capoluogo e dintorni, alta Irpinia e bassa Irpinia, arianese e valle ufita, solofrano montorese, valle caudina ecc…). Così facendo ci difenderemo dagli attacchi di chi educazione non ne ha, di chi rispetto per gli altri campani non ne ha e vuole recitare sempre la parte del leone, mi riferisco ai cittadini delle aree metropolitane e costiere ed ai loro rappresentanti. La massima compattezza ci potrà difendere, anche in vicinanza delle elezioni amministrative di Napoli, da due possibili meccanismi per noi negativi: A)maligno trasversalismo politico, B)prepotenza numerica delle aree metropolitane e costiere (quelle aree hanno più abitanti e più rappresentanti eletti nelle vatrie istituzioni compresa la regione Campania) rispetto alle aree interne come l’Irpinia. Rivolgo un appello finale a tutti gli irpini alla massima mobilitazione possibile per difendere la nostra terra. Abbiamo bisogno di una reazione unitaria e massiccia; solo così potremo dimostrare con forza le nostre ragioni ed evitare la realizzazione della discarica, come è stato fatto a Terzigno, dove il Governo, grazie alla forza dimostrata, non ha più realizzato la seconda discarica”.

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