Rossano: “Le strane cose che avvengono all’ATO Calore Irpino”

“E’ davvero singolare la convocazione dell’assemblea dell’ATO per il giorno 3 maggio, a soli tre giorni dalle elezioni amministrative che vedranno eletti nuovi Sindaci e quindi nuovi rappresentanti all’interno di quell’assemblea – è quanto dichiara l’architetto Claudio Rossano, esponente Merito e Libertà di Avellino. “Ma questo probabilmente – continua Rossano – è solo un fatto di stile, un formalismo non avvertito dai vertici “democratici” di quell’ente, che per la sua importanza dovrebbe essere gestito con estrema trasparenza. E davvero inaudite mi sembrano le cose che avvengono in quell’ente, anche in relazione al decreto legge n. 138 del 13.08.2011, convertito in legge n. 148 del 14.09.2011 con decorrenza 17.09.2011. ( le date sono importanti ! ) che , all’art. 4, ha regolamentato alcuni aspetti dei servizi pubblici locali. Particolarmente importante è quanto previsto al comma 19 e seguenti dove è chiaramente scritto che “gli amministratori, i dirigenti ed i responsabili degli uffici o dei servizi dell’ente locale, nonché degli altri organismi che espletano funzioni di stazione appaltante, di regolazione, di indirizzo e di controllo di servizi pubblici locali, non possono svolgere incarichi inerenti la gestione dei servizi affidati da parte dei medesimi soggetti. Il divieto si applica anche nel caso in cui le dette funzioni sono state svolte nei tre anni precedenti il conferimento dell’incarico inerente la gestione dei servizi pubblici locali.” Il comma 21 dice poi che “ Non possono essere nominati amministratori di società partecipate da enti locali coloro che nei tre anni precedenti alla nomina hanno ricoperto la carica di amministratore negli enti locali che detengono quote di partecipazione al capitale della stessa società. Il comma 27 specifica che “le incompatibilità ed i divieti si applicano alle nomine ed agli incarichi da conferire successivamente alla data di entrata in vigore del decreto ( 17.09.2011 ) . Alcune di quelle nomine sono avvenute dopo la data di entrata in vigore del decreto e nel leggere i nominativi del C.d.A. dell’ATO che compaiono nel sito internet di quell’ente

http://www.atocaloreirpino.it/ato/index.php?option=com_content&view=article&id=69&Itemid=54

ci si rende conto che quasi tutti i componenti del c.d.a. sono incompatibili, avendo ricoperto o ricoprendo tuttora le cariche di amministratore o di dirigenti degli uffici degli enti locali. Il legislatore ha infatti voluto sancire che nella gestione politica, tecnica ed amministrativa di una società (sia essa partecipata o meno da un ente locale) non si debbono creare condizioni di conflitto d’interesse tra l’ente locale per il quale il servizio viene erogato e la società che tale servizio eroga, derivanti dalla presenza nella società di amministratori, dirigenti e responsabili degli uffici dell’ente locale. Nel consultare l’Albo Pretorio on line dell’ATO, invero stranamente tenuto, non sono riuscito a ritrovare importanti delibere: tra queste la nomina del Direttore Generale Carlo Tedeschi. Sarebbe grave se fosse lo stesso Segretario Generale del Comune di Avellino che in base alle norme sopra citate, a mio parere, non potrebbe ricoprire tale incarico. In che data è stato nominato il Direttore Generale dell’ATO? Stranissima è anche la deliberazione con cui l’assemblea ha approvato lo “Schema di Bilancio di Previsione 2012”. In tale schema si dice che l’ente ha ravvisato l’esigenza di procedere all’applicazione di una quota di avanzo di amministrazione, risultante dal rendiconto di gestione 2011 di euro 500.000 utilizzabile per spese di investimento, per l’acquisto della sede dell’Ente d’Ambito “Calore Irpino”, attualmente di proprietà del Comune di Avellino. Per poter procedere alla vendita dello storico palazzo Victor Hugo non occorre forse una delibera di Consiglio Comunale? Poteva l’ATO ipotizzare l’acquisto di un bene mai posto in vendita? Perchè un ente come l’ATO, di cui si prospetta l’abolizione, vuol comprare un così importante bene immobiliare? Ha accertato l’Agenzia del Territorio il valore di quel bene? O forse sotto questa vicenda si nasconde la brutta storia della convenzione esistente tra Comune di Avellino ( che come socio dell’ATO dovrebbe pagare una sua quota annuale di circa 37.000 euro) ed ATO Calore Irpino, che avrebbe dovuto provvedere alla manutenzione di alcuni ambienti dello storico edificio. Le tante perplessità mi inducono a rappresentare tutte le vicende a S.E. il Prefetto di Avellino, al quale la presente nota è inviata per opportuna conoscenza”.

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