“È assurdo che il Governo non intervenga di fronte ad una crisi tanto grave. In tre anni Berlusconi e i suoi, con la collaborazione di Bertolaso, hanno prodotto ben cinque decreti legge per intervenire sulla situazione dei rifiuti della Campania, arrivando anche a proclamare, nel dicembre 2009, la fine dello stato di emergenza. Ma le cose, anziché migliorare, sono peggiorate. Per questo abbiamo pensato di presentare un disegno di legge che proclami lo stato di emergenza per i rifiuti e inchiodi la Regione Campania alle proprie responsabilità”.
Così il senatore del Pd Enzo De Luca, che stamattina ha partecipato, con il segretario nazionale del partito Pier Luigi Bersani, l’on. Fulvio Bonavitacola, la responsabile Ambiente del Pd, Stella Bianchi, e il commissario della Federazione provinciale del Pd napoletano, on. Andrea Orlando, alla conferenza in cui il Pd, nella sala stampa della Camera a Montecitorio, ha presentato il disegno di legge per fronteggiare la crisi dei rifiuti in Campania.
“Già il 18 novembre scorso avevamo presentato un altro ddl sulla situazione della Campania – ha spiegato De Luca – ma, come al solito, il Governo non ha preso neanche in considerazione la nostra proposta. Nel frattempo, la crisi dei rifiuti a Napoli e in Campania si è acuita. La nostra responsabilità e la volontà di rispondere alle esigenze delle comunità ci impone di intervenire”.
Di qui il nuovo ddl per la dichiarazione dello stato di emergenza della gestione dei rifiuti in Campania. Cinque i punti fissati dalla proposta di legge del Pd. Oltre alla dichiarazione dello stato di emergenza, si stabilisce che dal primo gennaio 2012 la titolarità di riscossione della Tarsu torni in capo ai Comuni e si definiscono i termini per organizzare i conferimenti extraregionali di rifiuti.
“Inoltre – ha aggiunto De Luca – chiediamo il rispetto del decreto legge 196 per l’utilizzo delle cave dismesse o abbandonate della Campania per il deposito, previ controlli e appositi interventi di tutela dell’ambiente, dei rifiuti trattati. Non si riesce a capire il motivo per cui questa indicazione, inserita nella legge approvata cinque mesi fa dal Governo, non viene attuata. Ci auguriamo che stavolta il Governo tenga conto della nostra proposta”.
