AVELLINO – Anche quest’anno il 17 Novembre sarà una giornata di lotta. La crisi delle banche è divenuta crollo degli Stati, trasformando il debito privato in debito pubblico. La crisi è ricaduta sulle spalle di lavoratori e lavoratrici, studenti, pensionati che hanno subito le politiche di austerity imposte dalle istituzioni economiche. Nel nostro caso la BCE. Queste dinamiche hanno messo in un’evidenza, il progressivo deficit di democrazia che gli Stati stanno vivendo”. E’ quanto afferma in una nota la Federazione Giovanile Comunisti Italiani di Avellino.
“Dalla ricetta europea imposta alla Grecia sino alla perentoria lettera di Draghi e Trichet al governo italiano, abbiamo visto decidere il destino di migliaia di donne e uomini da istituzioni non elettive, non politiche, e soprattutto non democratiche, ma diretta espressione degli interessi finanziari. Con una partigianeria poco “istituzionale”, ciò che la BCE sta imponendo è una gigantesca “socializzazione delle perdite” dalle banche verso gli strati popolari, per recuperare nel breve termine una situazione di crisi che sarà rimandata, per l’ennesima volta, al medio e lungo termine. Colpendo i consumi e ignorando (o meglio, lasciando al caso) gli investimenti sull’innovazione e la ricerca – e quindi sul sistema pubblico dei saperi – si lanceranno gli Stati come l’Italia e la Grecia in una spirale depressiva che segnerà per decenni le condizioni di vita e di lavoro delle nuove generazioni. Un destino di dumping sociale che getterà il nostro paese in una posizione ingestibile nella spartizione internazionale del lavoro, incompatibile con il costo del lavoro dei paesi in via di sviluppo (cui vorrebbero ridurci) ma troppo distante da quella delle economie avanzate come Francia e Germania.
Se l’inaffidabilità dell’ex governo Berlusconi, sempre più intrappolato dalle spire del malaffare e dei guai giudiziari del capo, non ha accontentato i poteri forti, abbiamo tuttavia assistito al consolidarsi di un’alleanza tattica e ideologica: quella con i settori più reazionari e pirateschi dell’imprenditoria, rappresentata plasticamente dall’asse Sacconi-Marchionne, in antagonismo anche a Confindustria. Come organizzazione giovanile del Partito dei Comunisti Italiani/Fds saremo nelle piazze, per costruire l’alternativa e rivendicando il diritto allo studio, ponendo le basi per un impegnativo intervento sul terreno della formazione e dei saperi. Come diciamo da qualche tempo, abbiamo il compito di aprire con urgenza una nuova stagione di conflitto che metta al centro la lotta alla precarietà e dell’istruzione.
La Federazione Giovanile Comunisti Italiani, tramite le sue strutture, vuole rapportarsi al crescente disagio giovanile, materiale e morale, sviluppando, da esso, una forte iniziativa contro il neoliberismo. La grave crisi dei trasporti chiede un cambio radicale nella politica dei trasporti. Uscire dal processo di privatizzazione e aprire con gli studenti e le studentesse, un percorso di miglioramento del servizio che tenga conto di bisogni e necessità dei maggiori utenti del servizio.
Domani giovedì 17 novembre saremo nelle piazze, nella giornata internazionale dello studente per ribadire che “Noi il debito non lo paghiamo!”.




