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Piano casa, la Uil chiede cambiamenti |
Piano casa, la Uil chiede cambiamenti
Arriva domani in aula il nuovo piano casa della Regione Campania. La Uil di Avellino ribadisce la sua posizione in merito alla delicata questione. Secondo il modello di legge presentato, che a quanto pare subirà delle modifica, risulta un aumento del 20 % delle volumetrie per villette mono e bifamiliari e del 35% per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo le norme più avanzate. Il sindacato ci tiene a sottolineare che un piano casa non può ridursi esclusivamente a questo. La necessità di una nuova legge e di un nuovo investimento sul settore edilizio è fatto che non può prescindere dalla costruzione selvaggia, dall’agevolazione esclusiva di chi di fatto potrebbe già costruire o di chi abusando lo ha già fatto. Bisogna tener presente del problema vero: il disagio abitativo in Campania. E sia il Governo, sia, a quanto è dato sapere fino ad oggi, la Regione Campania non possono limitarsi al semplicistico aumento di volumetrie. Nella legge non si fa riferimento alle disagio sociale delle famiglie costrette ad affittare casa. Il problema casa oggi ha infatti sia una dimensione di tipo non strutturale che vede famiglie o persone socialmente integrate con difficoltà nell’accedere al mercato dell’affitto (pensionati, coppie monoreddito ecc.), sia una dimensione di tipo strutturale in cui la mancanza di accesso alla casa si accompagna ad una condizione di emarginazione o esclusione sociale (immigrati, lavoratori atipici, precari, lavoratori in cig ecc.). Negli ultimi dieci anni si è assistito ad un eccessivo fenomeno di patrimonializzazione che ad oggi ha comportato, per le famiglie italiane, maggiori difficoltà nel pagare il mutuo e nel contempo l’impossibilità di accedere ad alloggi in locazione a canone agevolato, visto il progressivo e inadeguato ridimensionamento dell’ offerta. A fronte di queste dinamiche sociali, le risposte sono state inadeguate; si delinea, infatti, uno scenario dove la domanda di abitazioni in affitto, pur crescendo, non trova supporto negli investitori istituzionali. «Il piano casa – ha dichiarato il segretario generale della Uil di Avellino – dovrebbe essere il nuovo strumento per far ripartire l’edilizia, ma soprattutto, per risolvere un problema di emergenza abitativa che esiste nella nostra provincia e in tutta la regione Campania. Agevolare gli speculatori e chi commette abuso edilizio, o peggio, agevolare chi costruisce riducendo i controlli antisismici praticamente a zero risulterebbe solo un danno. L’auspicio della Uil è che la discussione di domani in Consiglio Regionale sia occasione per rivedere il nuovo piano approvato in giunta che al momento non convince e soprattutto non risulta idoneo ai problemi veri della nostra provincia. Purtroppo al momento si è determinata l’assenza di una strategia nazionale sul tema casa e degli strumenti operativi efficienti per realizzarla. Assenza che riscontriamo anche da un punto di vista locale».




