Pd, Adiglietti: occorre unità di intenti per tutte le emergenze

AVELLINO – “La politica nel nostro paese è stata sempre intesa come strumento per analizzare situazioni, problemi e costruire una possibile soluzione. La storia politica italiana ci racconta che nei momenti di grandi tensioni su questioni che impongono alla collettività condizioni di vita inaccettabili o pericolose ha trovato sempre il modo di mettere da parte differenze, errori di questa o quella parte politica, di maggioranze o di opposizioni e ciò in nome dell’interesse generale”. Così Gerardo Adiglietti, esponente del Partito Democratico della provincia di Avellino. “Ci sono tantissimi esempi che si potrebbero fare e forse i nostri interlocutori o presunti tali avrebbero veramente bisogno di una ripassata.
Ma tant’è, – prosegue Adiglietti – questo è il livello con il quale chi crede ancora in un futuro possibile ha necessità di confrontarsi, coprendosi il capo di cenere affrontando socraticamente il confronto. Or dunque, parliamo di immondizia, bene, chi è senza peccato scagli la prima pietra, vent’anni difficili, pieni di scelte contraddittorie, con la camorra a farla da padrone e con la gente destinata a subire queste incapacità.
Quanto conta il popolo, il nostro popolo nei ragionamenti che facciamo, nelle scelte che consumiamo, siamo o non siamo legittimati a creare un fronte umano che eviti di farci seppellire, ancora una volta, sotto tonnellate di immondizia?
E’ proprio necessario riaprire uno scontro che in Consiglio Provinciale, grazie al Gruppo del Partito Democratico, ha trovato una sintesi positiva, lineare e trasparente e ha consegnato al Presidente un mandato senza equivoci.
Ma cosa volete che importi questo a chi non avendo nessuna sensibilità sociale pensa che tutto vada utilizzato in chiave antagonista dal momento che stiamo per andare a votare?
E’ il clima della rissa che potrà giustificare strappi che saranno mortali per la nostra provincia. Stare insieme non significa confondere responsabilità passate e presenti, di quelle ne parleremo quando saremo stati capaci di far valere le nostre ragioni, ma è il modo più pulito per evitare alibi e per consentirci di difendere i nostri interessi che non sono particolarismi ma tentano di affermare un regionalismo giusto che fino ad oggi ci ha visti più che solidali.
Capisco l’imbarazzo di chi ha costruito fino ad oggi una politica senza oggetto, tentando addirittura di sminuire il lavoro che faticosamente si è cercato di fare, puntando tutto sulla rissa, senza prospettive, di chi nasconde i propri limiti creando una contrapposizione che non ci porterà da nessuna parte e non ha il coraggio di denunciare quanto avvenuto in modo trasversale a latere del Consiglio Regionale, se non fosse stato per i nostri Consiglieri Regionali oggi saremmo demagogicamante tutti insieme al Formicuso.
Io resto convinto che la strada dell’unità di intenti traguardata al superamento dei drammi che oggi vive la nostra provincia vada seguita anche per altre emergenze : lavoro, sviluppo, ambiente, sanità etc. senza tentennamenti e senza accordicchi , ai quali molti sono abituati da sempre e sono quindi naturalmente portati a credere che altri possano comportarsi così come hanno fatto loro.
La verità sta nel convincersi, e non ci vuole molto, che i partiti, tutti i partiti non riescono ad organizzare un sistema di risposte alla situazione odierna e non modificando i loro comportamenti stanno producendo un danno incalcolabile dal momento che nessuno crede più alla politica, alla sua capacità di rappresentare una società radicalmente cambiata, vecchie e nuove povertà.
Bisogna avere la forza di fermarsi, di guardarsi intorno e di attivarsi perché solo superando questo stato di cose, si potrà riprendere un esercizio democratico, vitale per il nostro Paese. Altro che anatemi e isterismi, chi c’è la fa scenda in campo e si misuri, io resto convinto che questa è l’unica strada che resta a noi e alla politica in generale”.

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