“Esprimiamo soddisfazione per l’azzeramento (o messa in liquidazione) della societa’ Alto Calore Patrimonio”. Lo dice in una nota Giovanni Maraia di Ariano in Movimento. “Si chiude una vicenda che ha avuto origine il 14/3/2003 – aggiunge – a seguito di un accordo tra i popolari di De Mita e i DS di D’Ambrosio. Ci opponemmo a questa operazione con varie azioni (interrogazioni parlamentari e regionali, esposto alla Procura della Repubblica di Avellino). Solo noi e l’architetto Claudio Rossano ritenemmo illegittimo lo scioglimento del Consorzio Alto Calore e la formazione di due società per azioni. La Procura della Repubblica di Avellino avviò un procedimento poi approdato al rinvio a giudizio del senatore De Luca e di altri 20 componenti i consigli di amministrazione dell’Alto Calore Patrimonio. Questa vicenda indica una sola strada per la gestione completamente pubblica dell’acqua in Irpinia e nel Sannio: ripristinare il Consorzio Interprovinciale Alto Calore (Ente Pubblico Economico), tanto da superare l’Alto Calore Servizi spa (soggetto di natura giuridica privata). In questo modo verrebbe rispettata la volontà referendaria che si è espressa per la gestione completamente pubblica dell’acqua, quale bene comune”.




