Con l’avvio del nuovo corso della Segreteria Provinciale, nel Pd si respira un’aria nuova, più leggera e propensa al dialogo anche con i giornalisti.
Abbiamo incontrato Ettore Iacovacci, ex consigliere comunale con l’ultimo sindaco, in ordine di tempo, Laura Nargi, che ha sempre avuto un ruolo a Piazza del Popolo pur non essendo riuscito a portare a termine, no per propria responsabilità, i tre mandati per i quali era stato eletto, nelle diverse consiliature, con una affermazione di preferenze plebiscitaria.
Quale è il suo ruolo nel Pd dopo l ‘elezione del nuovo segretario?
“Io mi sento, come dire, un artigiano delle politiche del partito democratico. Sono una persona che lavora per il partito e cerca di amalgamare, attorno al partito, tanti giovani e tante ragazze che vogliono fare politica
Quindi è rimasta la volontà di creare la nuova classe dirigente?
Si, è un passaggio obbligato. Insieme a me si sta creando un movimento molto interessante fatto di ragazzi e ragazze. Lo porteremo avanti anche rispetto al Comune di Avellino, vanno realizzate le condizioni per formare chi ci succederà. Il Partito democratico deve anche cambiare pelle per trovare delle eccellenze tra i giovani che vogliono fare politica. Anche se non tutti si vogliono cimentare poi concretamente al servizio di un partito, perché fare politica, in concreto, significa togliere tempo alle famiglie e alle proprie cose.
Lei sarà della partita alle Comunali?
Il mio proposito è questo anche perché io non ho mai potuto finire i miei mandati che sono stati 3 e quindi non ho maturato 15 anni come consigliere comunale. Ma non credo che ci saranno veti.
Quale è lo stato di salute del Pd, oggi, con l’arrivo del segretario Marco Santo Alaia?
Marco, oltre ad essere un ottimo professionista, stimato da tutti, è stato un sindaco qualificato; quindi ha fatto concretamente la politica e quando un segretario ha queste sue qualità non può che far crescere questo partito sia in provincia che in città.
E colgo questa occasione per ringraziare anche Nello Pizza sotto il profilo personale, per avermi sostenuto con la lista che presentai al comune quando c’ era la sua candidatura a Sindaco della Città di Avellino, nonostante i veti contro di me.
Lo ringrazio per il partito che ha mantenuto unito. Anche per la sua capacità di mediazione e per il suo senso di responsabilità grazie al quale non hai mai mollato rispetto alle attività politiche in campo. Era diventato il bersaglio di tutti ma ha saputo contrastare quanti hanno tentato di farlo commissariare da Roma per attività di bilancio non adempiute. Alla fine, attraverso il parere del revisore dei conti del partito, invece, si è avuto l ‘encomio da Roma come terza federazione più oculata.
Torniamo a lei. All’epoca dell’ex sindaco Nargi, aveva pensato di sostenerla. Come mai?
Per me sostenere Nargi non significava sostenere l’idea del suo governo ma significava traghettarla fino a febbraio e, dopo che fossero stati liquidati i punti che volevamo fossero affrontati: il Centro per l’Autismo, la viabilità cittadina mai stata così disastrata, ed altro, saremmo potuti arrivare al voto di Giugno con soli due mesi di Commissario. Con un anno di commissariamento, seppure il commissario Perrotta abbia risanato le casse della città, Avellino si è fermata. Manca una offerta attrattiva soprattutto per i giovani, anche la movida manca e i ragazzi sono costretti ad andare in altri comuni o città per divertirsi. Un danno per il commercio, innanzitutto, e infatti i commercianti si lamentano tutti per le evidenti difficoltà di proseguire le proprie attività. Con una amministrazione in carica si sarebbe potuto cambiare il regolamento del commercio, fermo da 20 anni, per esempio.
Si è alla ricerca spasmodica del candidato a sindaco di Avellino. Spesso c’ è chi ripete la scelta è per il bene della città. Le chiedo che significa per lei il bene della città di Avellino’
Il bene della città significa la capacità di dare risposte, come amministratori, immediate alle istanze dei giovani che, altrimenti, vanno via. Stiamo in ritardo sull’università, sulla formazione, sul lavoro, sui collegamenti e sul trasporto. Dobbiamo preoccuparci e ricordarcene.
Come farete la scelta del candidato a Sindaco, bisognerà passare per la direzione Pd?
Nei prossimi giorni il segretario convocherà un altro tavolo provinciale dove ogni area politica proporrà un nome e il Pd dovrebbe fare una sintesi insieme agli alleati partendo dai tre candidati dem Giordano, Ambrosone, Cipriano. Poi se non ci fosse la sintesi e la coalizione chiedesse un nome civico o di altra espressione, comunque il Pd dovrebbe dire la sua.
Concludiamo sull’ ipotesi di Walter Giordano come candidato, la ritiene valida?
Walter Giordano è un imprenditore vicino a tutti, ha fatto un ottimo lavoro a Borgo Ferrovia e ha dato la propria disponibilità ad impegnarsi per la città. Può sicuramente aspirare alla candidatura.
Infine alla Provincia la postura del Pd sembra diversa. Il presidente Buonopane vorrebbe ricandidarsi a Palazzo Caracciolo.
Penso che Buonopane abbia fatto il suo tempo e non lo dico come persona vicina all’ onorevole Maurizio Petracca. Ritengo che abbia fatto disaffezionare tutta la provincia alla presidenza e non solo. Non c è mai stato un ruolo predominante di Buonopane nel sostenere alla provincia il Pd. Basta pensare che aveva l ‘ altra lista nella quale si identificava e quindi è da tempo che non lo riteniamo più vicino al nostro partito. E’ prematuro pensare al prossimo presidente della Provincia, ci sono tanti sindaci che potrebbero ricoprire il suo ruolo. E’ chiaro che se c’è una alleanza di campo largo a livello cittadino, poi l’alleanza di campo largo si dovrà realizzare anche a livello provinciale. Bisogna proseguire per ordine di scadenze, in questo momento va superata la fase di Avellino per le comunali e poi pensare alle provinciali, guardando alla bontà del progetto che può essere Pd o di altra forza politica.







