Il coordinatore regionale di NdC denuncia manovre contro Lombardi e Mastella: «Si va con leghisti e meloniani solo per odio personale. Il Pd regionale intervenga».
Lo scontro nel campo largo sannita torna a infiammarsi alla vigilia delle scelte decisive per le elezioni provinciali di Benevento. Pasquale Giuditta, coordinatore regionale di Noi di Centro, accusa una parte del Partito democratico locale di lavorare contro l’alleanza che sostiene la Regione Campania e di favorire, nei fatti, il centrodestra pur di ostacolare Clemente Mastella.
La presa di posizione arriva in un passaggio politico delicato. Nelle scorse settimane il confronto tra Pd e Noi di Centro aveva registrato aperture sulla possibile convergenza intorno alla ricandidatura del presidente uscente Nino Lombardi alla guida della Provincia, ipotesi legata alla tenuta del campo largo nel Sannio.
L’accusa al Pd sannita
Nella nota, Giuditta parla di un «ex leader del Partito democratico sannita» che, dopo una sconfitta alle amministrative in un piccolo centro della provincia, avrebbe annunciato la volontà di non concedere deroghe alla contrapposizione con Mastella. Per il coordinatore regionale di Noi di Centro, questa posizione avrebbe una conseguenza politica diretta: rompere l’asse del campo largo e lasciare spazio all’unico avversario del presidente uscente Lombardi, indicato come espressione del centrodestra.
Il giudizio è durissimo. Secondo Giuditta, si tratterebbe di un tradimento dell’alleanza regionale e di una scelta non fondata su contenuti o programmi, ma su una ostilità personale verso Clemente Mastella. «È inaccettabile», sostiene il dirigente centrista, che denuncia il rischio di un avvicinamento a «leghisti e meloniani» da parte di settori democratici locali.
La richiesta di un tavolo regionale
La risposta politica proposta da Noi di Centro è la convocazione di un tavolo regionale dedicato al caso Benevento. Giuditta chiede che la questione venga affrontata non come una semplice frizione locale, ma come un problema di coerenza dell’intera coalizione progressista che governa la Campania.
Il messaggio è rivolto soprattutto al Pd regionale, chiamato a intervenire per chiarire la linea e impedire che singoli dirigenti territoriali possano condizionare la strategia dell’alleanza. Per Noi di Centro, la partita delle Provinciali sannite diventa così un test sulla reale tenuta del campo largo e sulla capacità dei partiti regionali di governare le tensioni interne.
Il nodo Mastella e Lombardi
Al centro dello scontro restano due figure: Clemente Mastella, leader di Noi di Centro e sindaco di Benevento, e Nino Lombardi, presidente uscente della Provincia. Attorno alla ricandidatura di Lombardi si misura la possibilità di una convergenza tra le forze che, a livello regionale, condividono la stessa maggioranza. Proprio su questa ipotesi, nelle ultime settimane, si erano registrati segnali di dialogo nel fronte del campo largo.
La nota di Giuditta rompe però il clima di attesa e porta lo scontro su un terreno più netto. Il coordinatore centrista avverte che eventuali indulgenze verso chi combatte gli alleati e cerca intese con il centrodestra non resteranno senza conseguenze. È un passaggio che suona come un avvertimento politico al Pd e, più in generale, alla coalizione regionale.
Una frattura da ricomporre
La vicenda conferma quanto il laboratorio del campo largo, nel Sannio, resti attraversato da diffidenze personali, rivalità territoriali e calcoli in vista delle prossime scadenze elettorali. Noi di Centro rivendica il proprio ruolo nella coalizione e chiede che la linea dell’alleanza sia rispettata anche a Benevento, senza eccezioni legate a vecchie contrapposizioni.
Ora la palla passa agli organi regionali del Partito democratico e agli altri attori della maggioranza campana. Per Giuditta, il punto non è solo la Provincia di Benevento, ma la credibilità complessiva del campo largo. Lasciare che nel Sannio prevalgano accordi trasversali con il centrodestra, sostiene il coordinatore di Noi di Centro, significherebbe indebolire la prospettiva unitaria e offrire un vantaggio politico agli avversari.

