Fierro risponde al comunicato del coordinamento Franceschini

Fierro risponde al comunicato del coordinamento Franceschini
Lucio Fierro rilascia la seguente dichiarazione in merito al comunicato del Coordinamento Provinciale per Franceschini diramato ieri: Leggo una nota del coordinamento provinciale della mozione “Franceschini” che, rivolta all’area che rappresento, declama una presunta “verità” che starebbe sotto alla…

Fierro risponde al comunicato del coordinamento Franceschini

Lucio Fierro rilascia la seguente dichiarazione in merito al comunicato del Coordinamento Provinciale per Franceschini diramato ieri: Leggo una nota del coordinamento provinciale della mozione “Franceschini” che, rivolta all’area che rappresento, declama una presunta “verità” che starebbe sotto alla scelta di non partecipare al Congresso Cittadino. Recita testualmente “… lor signori avrebbero voluto che prima del tesseramento, prima delle votazioni e comunque prima che democraticamente si decidesse, qualcuno desse loro garanzie di avere il 30, il 40 e perché non il 50% come già accaduto in passato proprio all’ultimo congresso provinciale.” E’ l’ennesima spudorata menzogna di chi ha l’acqua alla gola e non sa darsi ragione della chiusura, comunque, di un ciclo. Chi scrive è il Coordinatore Provinciale dell’articolazione a sostegno di Bersani ed Amendola con la denominazione “per Bersani: dare un senso alla nostra storia” ed è il rappresentante unico di questa sensibilità, come da tempo è stato notificato ai nostri interlocutori. Invito formalmente e pubblicamente a dire a chi, quando e dove avrei avanzato una qualunque proposta che potesse essere interpretata come invito a trattare per dividere sottobanco iscritti o voti, in città o altrove: se non lo potranno fare, come è evidente, sono solo dei mentitori spudorati e dei calunniatori, oltre che dei falsari impenitenti. Né il responsabile cittadino per la mozione, unico oltre me abilitato a trattare, ha fatto proposte: ce le siamo sentite avanzare e le abbiamo respinte. Parlano i fatti: abbiamo chiesto in maniera chiara ed univoca che si votasse nel pieno rispetto delle regole e non l’hanno voluto. Qualcuno dice che avevamo paura di contarci: per verificarlo sarebbe bastato andare a vedere: accettare la nostra richiesta di un voto “pulito”. Sono ancora in tempo a farlo, annullando la farsa e chiamando al voto tutti gli iscritti della città nel pieno rispetto delle garanzie per tutti. Si conferma il mio personale giudizio sui personaggi nelle cui mani è la gestione del congresso per i “franceschiniani”: gente che, nella migliore delle ipotesi, predica bene e razzola male; “trastulanti” che, per abitudine inveterata, avanzano le proposte più sconce per poterle poi attribuire all’interlocutore, cinicamente calunniando e calunniando perché, per quanto inverosimile la calunnia possa apparire, almeno il dubbio nella mente di chi ascolta lo lascia. Ed è questa ragione di un convincimento che ho esplicitato pubblicamente: con essi è un errore persino prendere un caffè assieme al bar. Sono i fatti a raccontarla diversa: da quando è nato il PD siamo stati sistematicamente fatti fuori ovunque, dagli enti, dalle candidature (alla Camera, alle Provinciali, come Sindaci), in ultimo dalla giunta al Comune di Avellino… Ci siamo ripetutamente contati: sul primo tesseramento, sulle primarie, sul secondo tesseramento, sulle preferenze alle europee e su quelle nei Comuni. Il dato è sempre lo stesso: malgrado gli attacchi non sono mai riusciti a ridurci sotto il 33%. Anche il dato di queste tornate congressuali parla chiaro… A stridere con la linearità del quadro che si delinea univoco è l’imbroglio in città; e tutti sanno chi lo ha fatto.

SPOT