Elezioni, i democratici fra Picone e Petracca

Generoso Picone è il primo nome sul quale il centrosinistra sta iniziando a riflettere e a confrontarsi per la sfida al sindaco di Avellino Gianluca Festa. Prima della pausa estiva l’ex vice di Antonio di Nunno aveva risposto con un “nì” alla richiesta di disponibilità che gli era stata avanzata da esponenti dell’area Schlein del Partito democratico e da alcuni rappresentanti della sinistra.

La serie di ultime dichiarazioni di Picone che ha scagliato dure accuse all’operato politico e amministrativo del sindaco Festa, indicando anche la necessità di costruire da subito un percorso di alternativa, fanno sperare (e temere) più di un esponente del centrosinistra per un ulteriore passo del giornalista avellinese verso il sì alla candidatura, ove mai ci fosse una indicazione unanime del suo nome. Gli ostacoli al momento sono rappresentati dal Movimento Cinque Stelle, che in linea di principio non ha motivi pregiudiziali per opporre un veto al nome di Picone, ma che con ogni probabilità subordina il suo sì alla condizione di potere indicare il nome di un proprio esponente nella sfida per la presidenza della Provincia. In caso contrario, o anche nella ipotesi di mancato ritorno alla urne per palazzo Caracciolo, alcuni grillini sono propensi alla corsa in autonomia nella città capoluogo, anche a costo di favorire così la rielezione di Festa, che del resto vanta buoni e cordiali rapporti con più di un esponente del Movimento.

L’ipotesi Picone in realtà raccoglie dubbi crescenti soprattutto nel Partito democratico: innanzitutto c’è da risolvere la questione posta dal consigliere Nicola Giordano, fermo nel chiedere la celebrazione delle primarie per individuare il nome del candidato alla carica di sindaco. Giordano è  vicino alle posizioni politiche del consigliere regionale Maurizio Petracca il cui nome potrebbe più o meno a sorpresa finire entro poche settimane sul tavolo di confronto delle candidature. Se nei prossimi mesi il parlamento approverà il ritorno alle urne per la Provincia, l’esponente dem dovrà iniziare a riflettere su quella che al momento è solo una eventualità, ovvero la candidatura alla carica di presidente. Nessuno fra i potenziali alleati sarebbe in grado di porre veti se il Pd schierasse il nome del suo esponente politico più autorevole per palazzo Caracciolo, e in questo modo ci sarebbe il via libera alla scelta di un candidato come Picone per il comune di Avellino.

Certo, se si realizzasse un simile accordo la partecipazione alla coalizione del Movimento cinque stelle sarebbe come detto molto più complicata, ma Petracca potrebbe contare sul sostegno (ufficiale o anche tacito) alla sua candidatura del collega di consiglio regionale Enzo Alaia. Sostegno molto interessato: se Petracca venisse eletto nel 2024 alla guida della Provincia, Alaia avrebbe molto meno problemi per la sua rielezione in consiglio regionale nell’anno successivo.

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