D’Ercole: Caldoro ha ragione, più poteri al Consiglio Regionale

D’Ercole: Caldoro ha ragione, più poteri al Consiglio Regionale
“E’ partito con il piede giusto, dimostrando di avere le idee chiare”. E’ il commento del Capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Francesco D’Ercole, alle dichiarazioni del candidato presidente del centrodestra, Stefano Caldoro, secondo il quale in Campania è necessario “riaffermare la central…

D’Ercole: Caldoro ha ragione, più poteri al Consiglio Regionale

“E’ partito con il piede giusto, dimostrando di avere le idee chiare”. E’ il commento del Capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Francesco D’Ercole, alle dichiarazioni del candidato presidente del centrodestra, Stefano Caldoro, secondo il quale in Campania è necessario “riaffermare la centralità del Consiglio e l’unitarietà dell’azione dell’esecutivo da realizzarsi tramite la collegialità”. “Per chi come il sottoscritto – aggiunge D’Ercole –, in questi anni, ha sempre denunciato le continue prevaricazione dell’assemblea da parte di Bassolino e delle Giunte da lui guidate, queste parole rappresentano la conferma che quella di schierare ai nastri di partenza della corsa per palazzo Santa Lucia, il già ministro per l’attuazione del programma, è stata una scelta giusta. L’autoreferenzialità della Giunta – continua – come, del resto, dimostrano ampiamente gli avvenimenti verificatisi in questo decennio bassoliniano, non aiuta la nostra regione a crescere, ma finisce inesorabilmente per atrofizzarne le potenzialità ed aumentarne l’arretratezza ed il disagio sociale. Perché laddove manca il confronto delle idee, vincono il “pensiero unico”, le “chiacchiere vuoto a perdere”, gli ”annunci ad effetto” e proliferano le clientele che non stimolano lo sviluppo, perché privi di concretezza ed arricchendo pochi, impoveriscono tutti. E proprio quella di ridare centralità al Consiglio – conclude D’Ercole – è stata la prima esigenza che ho sottoposto a Stefano Caldoro che, con questa dichiarazione, ha confermato quella capacità di ascolto di cui era accreditato e, quindi, di meritare ampiamente sia la designazione che il largo consenso che lo circonda”.

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