Consigliera Parità, Solimine: “Rispettati criteri di legge”

Per la individuazione del consigliere o della consigliera di parità della provincia di Avellino sono stati adottati i requisiti previsti dalla norma vigente ed è stata cura dell’Amministrazione provinciale e di questo assessorato garantire la massima diffusione dell’avviso pubblico mediante la pubblicazione degli atti relativi sul sito istituzionale della Provincia di Avellino e di Irpiniajob. Forse è proprio il criterio della trasparenza e della pubblicità degli atti amministrativi l’elemento di novità rispetto al passato e chi ha redatto la nota inviata agli organi di informazione, prima di contestare farebbe bene a verificare quali siano stati i criteri ed i requisiti utilizzati per le trascorse consiliature: noterebbe che sono stati gli stessi, tranne la massima diffusione con la quale noi oggi abbiamo deciso di accompagnare la procedura per il rinnovo di una importante carica. E questo anche per un fatto di tutela e di garanzia, perché il cittadino che ritiene di essere stato pregiudicato, ha a disposizione i mezzi per reclamare la presunta violazione di un diritto legittimo. Immediata la risposta dell’assessore provinciale per il lavoro e la formazione professionale, Giuseppe Antonio Solimine, alla polemica alzata dalle organizzazioni sindacali in merito al bando per il rinnovo della carica di consigliere di parità della provincia di Avellino. “Non comprendiamo la ratio, né l’atteggiamento di chi vorrebbe mascherare la tutela con l’imparzialità come grimaldello delle istituzioni – afferma Solimine – l’assessore, al contrario, ha introdotto un criterio ampio, lauree specifiche ed equiparate, perché ritiene che si tratti di individuare profili professionali compatibili con la funzione innovativa del consigliere di parità. Forse, questa circostanza ha creato qualche difficoltà e certezza in più in mano a chi riteneva che la partecipazione “pro forma” al bando fosse una sorta di privativa. Personalmente ho presentato la proposta in assoluta assenza di interessi da privilegiare. Il richiamare le clausole di tutela territoriale è addirittura patetico perché chi le reclama dimostra di non conoscere le più elementari norme che regolano l’organizzazione dei concorsi pubblici. La fantomatica commissione tripartitica – continua Solimine – alla quale ci si appella non è mai stata attivata e mai nessuno ha posto l’esigenza di attivarla. Non è l’appello al presidente Sibilia che aiuta a risolvere i problemi, l’impegno quotidiano a difesa dei diritti collettivi sono la vera legittimazione a determinare le scelte. Volersi nascondere dietro al dito fa solo danni. Inoltre, gli atti sono stati analizzati e valutati dagli organi tecnici/giuridici dell’Amministrazione provinciale – conclude l’assessore – e questo elemento, da solo, basterebbe a chiarire che la polemica sollevata è destituita di qualsiasi fondamento”.

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