Si è tenuto questa mattina, il direttivo provinciale della CGIL di Avellino che ha analizzato la situazione politico-sindacale nazionale e locale. Il Direttivo ha approvato all’unanimità la relazione del segretario Pietro Nappi, che ha evidenziato le urgenze più stringenti per fronteggiare la crisi. La Cgil ha rinnovato la preoccupazione per le numerose vertenze dei comparti produttivi che si registrano in Irpinia: “Molte vertenze, purtroppo – evidenzia Nappi – non trovano riscontro in termini di attenzione, perché non fanno clamore rispetto alle grandi vertenze nazionali. Questo è il primo obiettivo della CGIL per i prossimi mesi: portare alla ribalta le vertenze irpine, inserire la vertenza della nostra Provincia nell’ambito della vertenza Campania. Prima del 2 Giugno, saremo impegnati a definire con Cisl e Uil le modalità di organizzazione di una grande manifestazione a Roma, per dare voce alle esigenze della nostra provincia. Il Governo ha il dovere di cambiare atteggiamento di fronte alla crisi e di inserire il mezzogiorno nell’agenda degli impegni. Oggi il Sud è il grande assente da ogni provvedimento” Il Direttivo ritiene necessario elaborare una piattaforma condivisa tra le organizzazioni sindacali affinché i problemi del territorio irpino acquistino una nuova centralità. “La Regione Campania ha grandi responsabilità nella crisi, sulle grandi vertenze, dal comparto forestale , al trasporto, ai rifiuti, alla sanità. Noi – dice Nappi – chiediamo che i residui 8 milioni di euro provenienti dai fondi europei vadano impiegati entro dicembre in progetti seri per lo sviluppo, il rilancio dell’occupazione e la ripresa delle attività produttive. Dare nuovo slancio e centralità al patto per lo sviluppo dell’Irpinia è una condizione essenziale. Ribadiamo la necessità di avviare azioni concrete per la realizzazione della stazione logistica, per la creazione della banda larga di seconda generazione sul territorio provinciale, per dare risposte precise e concrete alle imprese del settore dei trasporti. Contro la regione Campania occorre alzare il tiro, chiamarla a precise responsabilità, anche chiedendone il commissariamento”



