Candidature, i dilemmi del centrodestra senza nomi

Centrodestra

Strano ma vero: il centrodestra sta facendo parecchia fatica a individuare il candidato nel collegio della Camera di Avellino. Collegio considerato vincente dai sondaggi anche se la partita rischia di riaprirsi proprio a causa dei possibili errori della coalizione data per favorita. Il problema è presto detto: ammesso che resti ferma la candidatura al Senato di Angelo d’Agostino in quota azzurri, manca un nome condiviso, dal momento che molti degli storici esponenti irpini sono oggi invisi ai dirigenti regionali delle rispettive forze politiche.

È il caso di Cosimo Sibilia, deputato uscente che nello scorso anno ha lasciato Forza Italia. Sibilia è ben radicato sul territorio, ma la sua nuova formazione politica guidata dal sindaco di Venezia ha già ottenuto il numero di collegi concordato con gli altri partiti della coalizione e dunque servirebbe una deroga che al momento proprio Forza Italia non intende concedere. Si rimette alle decisioni del suo partito Giovanni D’Ercole: il vice commissario di Fratelli d’Italia sconta l’ostilità dell’attuale gruppo dirigente regionale guidato dai salernitani Colucci e Iannone, che preferirebbero candidare nel collegio irpino un nome esterno.

L’ipotesi in grado di tenere unita la coalizione appare al momento difficile ma non impossibile e porta al ritorno di Gianfranco Rotondi. L’ex ministro ha lasciato Forza Italia ed ha fondato una nuova sigla vicinissima a Giorgia Meloni. Rotondi ancora ieri ha confermato di volersi ricandidare nel collegio blindatissimo di Pescara, rassicurando gli altri aspiranti candidati di lavorare per sostenere la scelta di un nome avellinese. Verità, oppure tattica democristiana per prenotare il sostegno di chi sarà escluso? Basterà attendere 48 ore per conoscere la verità.

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