Bilancio Pd, Anzalone scrive alla Lengua
Bilancio del partito democratico, l’ex consigliere regionale Luigi Anzalone ha scritto una nota alla segretaria provinciale Caterina Lengua. Ecco il testo:
“Mi rivolgo alla S.V. per avere copia del bilancio consuntivo 2009 del Partito Democratico della provincia di Avellino, ove mai, cosa che a me non risulta, fosse stato approvato, come avrebbe dovuto, dalla Direzione provinciale. Nel caso non sia stato né presentato nè approvato, le chiedo di comunicarmi quando questo avverrà, atteso che siamo ormai alla fine del 2010. Motivare questa mia richiesta – che, so, non è solo mia – è una quasi inutile esplicitazione dell’ovvio, se si tiene presente la prassi che regolamenta la vita di ogni partito, e il PD rientra tra questi, che impronta la sua vita interna a trasparenza e correttezza innanzitutto nella gestione dei mezzi economici di cui dispone: sia per quel che riguarda la loro provenienza (entrate), sia il modo in cui e i fini per cui vengono spesi (uscite). Peraltro siamo alla vigilia del nuovo tesseramento, ed è interesse di qualsivoglia gruppo dirigente di un partito spiegare come utilizza il denaro di cui viene in possesso. Detto questo, dico anche che c’è una ragione personale per cui desidero conoscere nel dettaglio (voce per voce) il bilancio 2009. Si tratta di questo. Alla vigilia delle elezioni amministrative dello scorso anno, mi fu chiesto, in quanto consigliere regionale, di dare un contributo al partito, uniformandomi a quanto aveva fatto il senatore Enzo De Luca che aveva dato al tesoriere un suo assegno di 10.000 euro. Io fui onorato e gratificato da questa richiesta e, quasi all’istante, provvidi a emettere anch’io un assegno di 10.000 euro a beneficio del partito. Capirà, quindi, che mi gratifica ancora di più sapere come il mio denaro sia stato speso unitamente a quello del senatore De Luca (ai cui versamenti si può risalire grazie ai numeri degli assegni e alla loro data di emissione) e, più in genere, ma sempre in modo dettagliato per entrate e uscite, gli altri fondi a disposizione del PD irpino. Peraltro, come saprà, io sono particolarmente sensibile a questi argomenti, che fanno parte di quei «Minima moralia» ai quali, per dirla con Adorno, deve improntare il suo modo di essere ogni persona perbene, politico o non, e tanto più un partito. Questa mia sensibilità, per capirci, si è tradotta nel fatto che, quando ero assessore regionale, ho ripulito quell’autentico letamaio che era il demanio regionale; ho allineato bilanci consuntivi (quando, nel 2001, divenni assessore, erano fermi al 1996) e preventivi; ho introdotto la prassi di approvare il bilancio preventivo tra fine e inizio anno (e non a fine esercizio o quasi, come avveniva); ho messo ordine nei conti della Regione, tant’è che, caso unico tra le regioni del Sud, ho fatto ottenere alla Campania due rating A dalle due piu grandi Agenzie mondiali. E, quel che più conta, sono riuscito ad abbattere di 70 punti lo «spread» (ovvero il tasso di interesse che si aggiunge a quello europeo) che la nostra Regione pagava per i suo i suoi mutui, facendolo passare all’1% a 0,30%. Valga un esempio: su un mutuo di 100 miliardi di vecchie lire l’interesse scendeva da un miliardo a trecento milioni e così via. Infine, ma questo è più noto, ho impedito che aumentasse lo stipendio dei consiglieri regionali; mi sono battuto contro gli sprechi; ho dato una parte del mio stipendio in beneficenza; ho pagato con i miei soldi i miei collaboratori e le mie sedi di segreteria. Anche se, vivendo in Irpinia, la cosa non mi ha portato bene, sono felice di aver fatto il mio dovere e di avere la coscienza a posto e le mani pulite. Mi rendo conto di essermi un pò dilungato. Quindi, mi limito a chiederle di nuovo quanto sopra e a inviarle distinti saluti”.








