Benigni, Fid: ” Bene i privati nella raccolta dei rifiuti”

LA NOTA -Sulla vicenda Irpiniambiente è intervenuto con una nota Achille Benigni, candidato numero 3 alla Camera dei Deputati con il movimento del leader Oscar Giannino, Fare per fermare il declino. Il docente di Diritto Tributario, anche in base alla sua diretta esperienza professionale in merito, ha tracciato il quadro generale della situazione, e ha formulato le seguenti riflessioni sul caso che sta tenendo banco in queste ultime ore e soprattutto ha acceso la discussione politica e qu…

LA NOTA -Sulla vicenda Irpiniambiente è intervenuto con una nota Achille Benigni, candidato numero 3 alla Camera dei Deputati con il movimento del leader Oscar Giannino, Fare per fermare il declino. Il docente di Diritto Tributario, anche in base alla sua diretta esperienza professionale in merito, ha tracciato il quadro generale della situazione, e ha formulato le seguenti riflessioni sul caso che sta tenendo banco in queste ultime ore e soprattutto ha acceso la discussione politica e quella dei candidati irpini. Sostiene l’avvocato Achille Benigni: “Come sempre quando un’attività economica viene gestita dalla mano pubblica, per di più in regime di monopolio, i nodi vengono al pettine. Irpiniambiente, la cui costituzione è avvenuta quasi come primo atto del Consiglio Provinciale di Avellino eletto nel 2009, con il consenso unanime dei partiti di destra, di centro e di sinistra (perchè tutti ritenevano di poter gestire qualcosa a cominciare dai posti di lavoro) è un esempio emblematico. Dopo circa tre anni dalla sua costituzione, a parte la mancanza di progettualità ed efficienza, la scelta di Irpiniambiente ha fatto crescere smisuratamente il costo del servizio, che si è rovesciato sui contribuenti costretti a subire un prelievo TARSU eccessivo, al punto che molti Comuni hanno smesso di pagare la quota di loro pertinenza ed altri (vedi Atripalda) minacciano di recedere dal rapporto cui sono stati obbligati. La ricetta per uscire da questa situazione è sempre la stessa e noi di Fare non ci stanchiamo di ripeterla: bisogna liberalizzare al più presto i servizi pubblici, incluso quello di raccolta e smaltimento dei rifiuti. A tal proposito aggiungo che è senza fondamento l’obiezione per cui affidarsi ai privati significa correre il rischio di cadere nelle mani della criminalità organizzata. A parte il fatto che anche nella nostra Provincia esistono aziende che sono al di sopra di ogni sospetto e che già operano proficuamente in altre realtà territoriali, se è davvero questa la preoccupazione, basta potenziare i controlli e stabilire criteri rigorosi per evitare il pericolo di infiltrazioni. Certo che con gli amministratori che ci ritroviamo la ricerca di soluzioni utili e non diseconomiche per la collettività finisce per sembrare un’utopia”.

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