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POLITICA AVELLINO – “Nell’analizzare in modo serio ed obbiettivo il risultato politico dell’ultima tornata elettorale, alla quale “Noi riformatori” ha dato il suo contributo con una propria candidatura di servizio, così come richiesto dai vertici cittadini del PDL, non ci si può esimere dall’esprime l’amarezza e delusione per aver mancato la conquista del Comune Capoluogo”. E’ quanto afferma Raffaele Basile, segretario provinciale di Noi Rifomatori. … |
POLITICA AVELLINO – “Nell’analizzare in modo serio ed obbiettivo il risultato politico dell’ultima tornata elettorale, alla quale “Noi riformatori” ha dato il suo contributo con una propria candidatura di servizio, così come richiesto dai vertici cittadini del PDL, non ci si può esimere dall’esprime l’amarezza e delusione per aver mancato la conquista del Comune Capoluogo”. E’ quanto afferma Raffaele Basile, segretario provinciale di Noi Rifomatori.
“L’impegno della maggior parte dei quadri dirigenti sia Provinciali che Cittadini è del tutto insindacabile, – prosegue Basile – come è del tutto fuori luogo polemizzare, giustificare la sconfitta con calcoli di percentuali, o voler trovare a tutti i costi il capro espiatorio di una così cocente sconfitta che a mio avviso è solo la logica conseguenza di disorganizzazione e mancato affiatamento nel PDL Irpino, di alcune scelte discutibili sia del momento che del passato.
Nell’esprimere piena fiducia e stima al Coordinatore Provinciale Sen. Cosimo Sibilia, da noi riconosciuto come Leader indiscusso del PDL Irpino, sentiamo il dovere come movimento politico pienamente integrato nel PDL e radicato su tutto il territorio Irpino di chiedergli, al fine di mantenere intatto tale sentimento, di avviare però, una seria e costruttiva discussione all’interno del Direttivo Provinciale, rendendolo più partecipe nelle scelte, in modo particolare, nella definizione della linea politica e programmatica, definendo anche ruoli e responsabilità che non possono in alcun modo continuare ad essere ricoperti solo da un piccolo gruppo ristretto, ne tantomeno permettere a chi ha avuto tanto dal Partito, di utilizzarlo per ambizioni personali o come mezzo per garantirsi investiture divine, favorendo lo scollamento dalla base.
Ognuno dei dirigenti Provinciali, democraticamente eletti e legittimati dalla base degli iscritti, è pilastro portante del PDL Provinciale e non può in alcun modo sottrarsi nel sostenere il Partito nelle competizioni elettorali, ha l’obbligo di farlo, per rispetto dell’incarico affidatogli dagli iscritti nell’ultimo congresso provinciale ma nello stesso tempo ha il pieno diritto ad essere parte attiva. Occorre una seria e costruttiva discussione allo scopo di ricompattare il PDL Irpino su tutto il territorio Provinciale, anche mettendo da parte contrapposizioni e ambizioni personali, recuperando, eventualmente dove è possibile , anche importanti figure perse durante questi mesi per incomprensioni o delusioni dovute a mancate candidature o ad atteggiamenti di emarginazione e disappunto con i vertici del Partito stesso, che tanto hanno dato al PDL Irpino sia in termini di consenso che di contributo politico.
Occorre ristabilire la condizione di primus inter pares per far si che a tutti sia data la possibilità di partecipare non solo come elettore durante le competizioni elettorali, in modo particolare che le scelte sulle candidature siano fatte in forma collegiale, dando a tutti e non ai soliti la possibilità di esprimersi evitando di commettere sempre gli stessi fatali errori. Solo così il PDL potrà di nuovo continuare a vincere, superando le ambiguità di leader occasionali o distanti dall’elettorato. Nei prossimi mesi ci attende un ulteriore test elettorale, importanti comuni Irpini saranno chiamati al voto, occorre lavorare intensamente, mettendo da parte sterili polemiche e garantendo anche la presenza sul territorio e la vicinanza dei rappresentanti istituzionali eletti nelle file del PDL, discutendo in modo serio sulle scelte, valorizzando la partecipazione della base degli iscritti, favorendo un maggior radicamento sul territorio.
La base è stanca di sostenere chi pensa di rappresentare se stesso e di chi continua nell’ambiguità, spudoratamente a giocare al “dentro e fuori” o al “do ut des”, di queste comparse si faccia piazza pulita e si favorisca un vero rinnovamento dalla base premiando chi giorno per giorno è impegnato in prima linea” – conclude Basile -.



