Avellino, assemblea pubblica del Pdci con Diliberto

POLITICA AVELLINO – “Con le vertenze di questi mesi, la classe lavoratrice Irpinia ha interrotto la tendenza alla subalternità alle scelte padronali e governative e ha riaperto anche nel nostro territorio la strada per restituire dignità e autorevolezza alla lotta sindacale e ai diritti dei lavoratori”. E’ quanto affermano Giovanni Sarubbi e Luca Servodio, rispettivamente segretario provinciale e membro della direzionale naziomale del Pdci.
“Il recupero di una pratica di lotta sia fra gli operai che fra i lavoratori del pubblico impiego è stata – proseguono – di per sé una vittoria, oltre che una prima importante risposta al bisogno, diffuso ma da tempo ignorato, di protagonismo e di autonomia delle masse lavoratrici. Le battaglie dall’Irisbus alla Cablauto, contro la chiusura degli stabilimenti, contro la flessibilità, la precarizzazione e i licenziamenti hanno aperto la strada a un nuovo impegno di lotta. Un contributo significativo all’organizzazione del conflitto è venuto anche dal settore della scuola, dei servizi e del pubblico impiego con le lotte degli LSU e della SMA-Campania o con la vertenza Isochimica.
Affinché queste lotte non rimangano solo del territorio Irpino, come Partito dei Comunisti Italiani e come organizzazione giovanile FGCI abbiamo organizzato un’assemblea pubblica sul tema “La vertenza Irpina”, di cui abbiamo discusso al nostro recente congresso provinciale, per giovedì 1° dicembre 2011 ad Avellino, con la partecipazione del segretario nazionale Oliviero DILIBERTO.
La presenza del nostro segretario nazionale è sia un segno tangibile dell’interesse con il quale il nostro Partito a livello Nazionale ha seguito le lotte costruite in Irpinia, sia una precisa scelta, come Partito Comunista, di mettere al centro della nostra azione politica il mondo del lavoro che da tempo non ha più punti di riferimento ed è abbandonato a se stesso.
Con l’assemblea del 1° dicembre 2011 vogliamo cominciare ad invertire decisamente la rotta, per ridare dignità alla nostra provincia, calpestata da politici inetti ed indegni del ruolo che ricoprono, e per ridare dignità ai lavoratori, quella dignità che è garantita dalla nostra Costituzione, ma che da troppo tempo – concludono – è calpestata e impunemente vilipesa”.

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