Antonacci: “Lepore, la pazienza degli irpini è al limite”

Sulla ulteriori dichiarazioni a favore di una discarica in Irpinia, ecco la nota di Salvatore Antonacci della corrente “Territori e nuove generazioni” del Pd:
“Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Fino a quando approfitterai, Catilina, della nostra pazienza? Sono a caldo le prime parole che mi sono venute in mente, ricordare Cicerone nella requisitoria contro Catilina. A distanza esatta di un mese dalle prime dichiarazioni, Giandomenico Lepore, procuratore della Repubblica di Napoli, ritorna sulla questione rifiuti in Campania e come un “disco incantato” propone di nuovo l’Irpinia come territorio per l’individuazione di una nuova discarica per superare l’ennesima emergenza sul fronte rifiuti. A questo punto la questione diventa veramente seria. Anzitutto stupisce il fatto che per l’ennesima volta qualcuno si arroga il diritto a poter individuare, pontificare e ratificare ipotesi, decisioni, soluzioni che non rientrano nelle competenze e nel ruolo che egli è chiamato ad esercitare. È oramai evidente che la scelta della regionalizzazione, messa in campo dal governo Caldoro, è una scelta sbagliata, che non risolve il problema, anzi ci fa drammaticamente tornare indietro di quindici anni, si riaffacciano prepotentemente gli stessi metodi che hanno caratterizzato il modus operandi della vecchia gestione commissariale targata Bassolino. È altrettanto evidente che l’individuazione del modello regionale significherà non la risoluzione di un problema ma bensì aree da destinare a discariche, si infliggeranno nuove ferite al territorio irpino! L’irpinia sarà costretta a pagare un’altra volta per l’inettitudine e per l’inefficienza del governo regionale a gestire un’emergenza, frutto di miopia e di mancanza di capacità di gestione. L’Irpinia ha già pagato abbastanza! È arrivato il momento di squarciare il velo sulle responsabilità che hanno privato la Campania della possibilità di risolvere in maniera definitiva il problema dei rifiuti. Il valzer delle competenze, le accuse tra chi governava prima e chi governa ora, l’assoluta inefficienza dei modelli applicati, le vagonate di soldi pubblici spesi per il processo integrato dei rifiuti, rappresentano oramai una litania che non appassiona più nessuno. Oramai è chiaro a tutti, nel disegno geopolitico campano e napoli-centrico, senza distinzioni di governo tra prima e dopo, tra centro-sinistra e centro-destra, la nostra provincia è stata relegata ad un ruolo marginale e dopo Difesa Grande e Pustarza arriverà di sicuro qualche ulteriore regalo. Comprendo l’esigenza e forse la necessità di mettere in campo una strategia di aiuto reciproco, ma non si può immaginare che tale sacrificio venga sempre chiesto all’Irpinia e alla nostre genti. La Provincia di Avellino così è destinata a morire senza servizi, senza ospedali, senza trasporti, ma trasformata in ricettacolo dei rifiuti regionali donatoci dalla mala politica! Lo ripetiamo per l’ennesima volta, la provincia di Avellino ha bisogno di altro, necessita della programmazione di uno sviluppo delle potenzialità insite nel territorio, l’aria, l’acqua e la vastità di aree da utilizzare a beneficio dell’agricoltura, dell’industria sostenibile, dell’energia pulita, di imprese che valorizzino il territorio tutelandolo in modo che possa oggi e domani essere luogo vivibile, casa degli irpini di domani”.

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