“Non è questa l’Italia che i nostri padri avevano sognato. Non è questa l’Italia che i Costituenti pensavano quando ci facevano dono della Costituzione più bella del mondo. Non è questa l’Italia per cui giovani uomini e donne hanno dato la vita” – lo dichiara Mario Guerriero, segretario provinciale ANPI. “Di fronte all’Italia del precariato a tempo indeterminato – continua Guerriero – della violazione dell’art 1 della Costituzione, si sta costruendo una grande rete che ha l’obiettivo di fare massa e abbattere il muro del precariato ristabilendo la giusta dimensione al lavoro a tempo indeterminato, condizione ineludibile per poter avere dei progetti di vita. E il grande lavoro di tessitura di contatti, realtà e sensibilità diverse avviato nei mesi scorsi sta producendo i primi risultati importanti. L’appuntamento di domani al circolo della stampa e la grande manifestazione che si prevede a Napoli per sabato 9 aprile. Ma ancora più importante resta il protagonismo dei giovani, la loro voglia di liberare il Paese dalla piaga del precariato, la loro voglia di ricostruire un Italia moderna, democratica e solidale. Giovani sempre più partigiani del terzo millennio contro le ingiustizie e i privilegi. Una lezione anche alla politica e ai partiti che mentre litigano per coprire il vuoto di pensiero su tematiche così importanti vengono sostituiti dai giovani nella capacità di ragionamento e programmazione. Mi auguro che la mobilitazioni di questi giorni, oltre ad una grande partecipazione di giovani e di proposte da portare in piazza e nei tavoli di discussione, sia anche un momento di confronto per concretizzare una mobilitazione più ampia a difesa della Costituzione, del Lavoro e della Democrazia. Domani saremo al circolo della stampa di Avellino con il Nidil CGIL ma con i giovani, così come siamo stati parte attiva nella costruzione della rete irpina e di tutte le iniziative, e sabato al fianco dei giovani a Napoli porteremo in piazza il nostro dissenso e la nostra rabbia contro l’Italia dei privilegi contro i diritti e del precariato contro il lavoro per ricostruire da quella piazza l’Italia repubblica democratica fondata sul lavoro, la pace e l’uguaglianza”.



