Anche Rouge domani alla manifestazione a Montecitorio

In tutta Italia cresce la protesta sociale. Lavoratori, sindacati, studenti, ricercatori, immigrati, associazioni, artisti, operatori della cultura: non c’è ormai settore della società che non si sia mobilitato per contestare le scelte disastrose e miopi del governo. Domani, 14 dicembre, indipendentemente da quel che succederà nelle Aule del Parlamento, saranno i movimenti sociali a decretarne la sfiducia, scendendo ancora una volta in piazza per rivendicare il loro diritto al futuro. Rouge spazi pubblici autogestiti sarà con loro a sfiduciare il governo dell’ignoranza, per contribuire a realizzare una mobilitazione democratica ampia e visibile, che abbia come obiettivo la costruzione di un’alternativa non solo a Berlusconi ma anche al berlusconismo. “-Non basta, infatti, un cambio di governo per risollevare il Paese dal degrado in cui è precipitato” scrivono i ragazzi dell’altra faccia del comune che continuano “Mandare a casa il governo è solo il primo passo per poter cominciare quel lungo lavoro di ricostruzione economica, sociale e culturale di cui c’è un urgente bisogno. Per quanto siamo consapevoli che lo spazio politico garantito al conflitto dall’anti-berlusconismo tenderà a rattrappirsi con un governo di larghe intese, siamo altrettanto consapevoli che c’è una spinta padronale alla modernizzazione che non può fermarsi tanto facilmente. Si tratta di una modernizzazione capitalistica (più investimenti per innovazione e ricerca, infrastrutture e mobilità), indubbiamente, ma non necessariamente sarà un movimento lineare. Basta ripensare alle sorti del DDL Gelmini per capire questa cosa: presentato tra gli applausi del governo e il silenzio dell’opposizione, il DDL oggi non viene difeso quasi più da nessuno e la maggioranza lo vota strumentalmente, per rispondere a problemi di altra natura. Intanto la questura nel motivare il divieto precisa che ” in relazione all’attuale situazione politica si rende necessario garantire il regolare svolgimento delle attività parlamentare” e “predisporre misure di ordine e sicurezza pubblica a tutela dei palazzi Istituzionali”. Senza contare che “all’attuale situazione politica” a cui si riferisce il divieto altro non è che le liti personali, la compravendita di parlamentari, le cricche e la corruzione messa in campo da una destra pericolosa che riserva tagli e lacrime per studenti, lavoratori e cittadini e privilegi per se stessa. Questo divieto segue all’annuncio di ieri che il voto alla camera è stato anticipato entro le 13.30.Tutto questo è la prova che il governo ha paura della società. Saremo quindi ancora una volta a fianco degli studenti, che con generosità stanno conducendo una battaglia a difesa della conoscenza che non ha nulla di corporativo, perché difendere la cultura significa lottare per i diritti di tutti. Lo spazio rimane aperto, se con intelligenza e determinazione sapremo evitare che la “porta si chiuda”. E’ giunto il momento di dare quella risposta dal basso che spetta alla rabbia di chi la crisi la subisce sulla propria pelle, che non aspetta certo i teatrini dei palazzi di governo per gridare con forza che NOI LA FIDUCIA NON VE LA DIAMO

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