Dopo i rilievi della Corte dei conti, Fratelli d’Italia Avellino torna sulla governance dell’acqua: un solo gestore regionale, sede direzionale e operativa in provincia di Avellino e rilancio di Alto Calore.
Il sistema idrico della Campania torna al centro dello scontro politico e questa volta la partita parte dall’Irpinia. Fratelli d’Italia Avellino rilancia la proposta di un gestore unico regionale dell’acqua e chiede che la futura struttura abbia sede direzionale e operativa in provincia di Avellino.
A sostenerla sono Ines Fruncillo, presidente provinciale del partito, ed Ettore Zecchino, consigliere regionale irpino di FdI, che annunciano anche la prossima presentazione di una proposta di legge regionale.
L’iniziativa arriva mentre sulla gestione dell’acqua in Campania si sono accesi i riflettori della Corte dei Conti. Una recente istruttoria della Sezione regionale di controllo ha chiesto chiarimenti alla Regione Campania e all’Ente Idrico Campano su diversi nodi del sistema, dalle tariffe agli affidamenti, dalla situazione economico-finanziaria dei gestori alla frammentazione del servizio. Tra i dossier esaminati figura anche quello dell’Irpinia e di Alto Calore, società alle prese con il percorso concordatario e con criticità finanziarie e gestionali.
La proposta partita dall’Irpinia
Fruncillo e Zecchino sostengono che proprio le questioni sollevate dalla magistratura contabile debbano diventare l’occasione per affrontare non più singole emergenze, ma l’assetto complessivo del servizio idrico regionale.
La proposta di FdI Avellino non nasce in queste settimane. Il partito irpino l’aveva inserita nel Documento strategico programmatico presentato il 21 luglio 2025: un Gestore Unico Regionale dell’Acqua, con centro operativo e direzionale in provincia di Avellino, al quale affidare una regia capace di concentrare programmazione, investimenti, innovazione e responsabilità.
Il modello immaginato punta a superare quella che i due esponenti definiscono una frammentazione delle competenze e delle gestioni. Attualmente la Campania dispone di un ambito territoriale regionale governato dall’Ente Idrico Campano, articolato in distretti nei quali sono organizzati gli affidamenti del servizio. Proprio questa architettura, secondo FdI, potrebbe costituire il punto di partenza per individuare un percorso normativo verso una gestione unitaria, salvaguardando gli affidamenti già esistenti e le specificità dei territori.
Il cambio di rotta della Regione
Nel documento politico viene riconosciuto anche il cambio di impostazione impresso dalla Giunta guidata dal presidente Roberto Fico. Nel marzo scorso la Regione ha infatti ritirato in autotutela la procedura per la selezione del socio privato della società destinata alla gestione del sistema della Grande Adduzione Primaria di Interesse Regionale, superando il precedente progetto della società mista.
Per Fruncillo e Zecchino si tratta di un passaggio significativo, così come lo sono le posizioni espresse dall’assessora regionale Claudia Pecoraro sulla necessità di garantire efficienza, investimenti e tutela della risorsa idrica. Ma, osservano i due esponenti di FdI, abbandonare il precedente modello non equivale ad aver già definito quello destinato a sostituirlo.
È su questo terreno che il partito vuole aprire il confronto in Consiglio regionale. La domanda posta alla maggioranza è quale sistema idrico intenda costruire la Campania nei prossimi anni e quale ruolo verrà riconosciuto alle aree interne che custodiscono una parte decisiva delle risorse idriche regionali.
Avellino al centro della nuova governance
Il punto politico più marcato riguarda proprio l’Irpinia. Secondo FdI, il peso della provincia nella futura governance non dovrebbe dipendere dalla presenza dei singoli Comuni negli organismi decisionali, ma essere garantito attraverso un sistema stabile di rappresentanza territoriale.
La scelta di Avellino come sede del gestore unico viene motivata con la concentrazione sul territorio di sorgenti, infrastrutture e competenze legate al ciclo dell’acqua. Una centralità che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe produrre anche ricadute economiche e occupazionali nelle aree interne.
Dentro questo progetto viene collocato anche il futuro di Alto Calore, indicato come una realtà storica da risanare e rilanciare e non come un patrimonio da disperdere nel riassetto regionale.
La questione assume un peso ancora maggiore alla luce dell’istruttoria della Corte dei conti. La magistratura contabile ha chiesto alla Regione chiarimenti su numerosi aspetti del sistema campano, compresi i meccanismi tariffari e le situazioni dei diversi gestori. Nel caso irpino, l’attenzione riguarda anche l’evoluzione della situazione finanziaria di Alto Calore dopo l’avvio del concordato.
Verso una proposta di legge regionale
Il passaggio successivo annunciato da Fruncillo e Zecchino sarà istituzionale. Fratelli d’Italia intende presentare a breve una proposta di legge regionale per trasformare l’impostazione elaborata dal coordinamento provinciale in un progetto da sottoporre al Consiglio regionale della Campania.
Il confronto si preannuncia complesso. Un eventuale gestore unico dovrebbe infatti misurarsi con affidamenti già operativi, differenti modelli societari e situazioni finanziarie profondamente diverse nei territori. Sullo sfondo rimane anche il problema delle tariffe e della loro sostenibilità per cittadini e Comuni, uno dei punti sui quali la Corte dei conti ha chiesto approfondimenti.
La battaglia politica è dunque appena cominciata. Per FdI Avellino, però, il punto di partenza è già definito: trasformare il ruolo dell’Irpinia da territorio che custodisce e fornisce acqua a centro della futura governance regionale della risorsa.


