Todisco: “Sosterremo a spada tratta Paolo Foti”

“Senza se e senza ma, voteremo ed impegneremo tutte le nostre forze perché Paolo Foti sia il prossimo sindaco di Avellino”. Lo ha detto in una nota Francesco Todisco coordinatore provinciale dell’area “Un senso alla nostra storia”. “Questa scelta – aggiunge . non cancella nessuna delle riserve che abbiamo espresso sugli errori macroscopici che hanno contraddistinto un gruppo dirigente arruffone e dilettantesco e, soprattutto, il dissenso netto verso la scelta di basare la campagna elettorale del…

“Senza se e senza ma, voteremo ed impegneremo tutte le nostre forze perché Paolo Foti sia il prossimo sindaco di Avellino”. Lo ha detto in una nota Francesco Todisco coordinatore provinciale dell’area “Un senso alla nostra storia”. “Questa scelta – aggiunge . non cancella nessuna delle riserve che abbiamo espresso sugli errori macroscopici che hanno contraddistinto un gruppo dirigente arruffone e dilettantesco e, soprattutto, il dissenso netto verso la scelta di basare la campagna elettorale del PD sul ruolo dei “portatori di voti” più che sul confronto di proposte e di idee e sulla volontà di rinnovamento del ceto politico. Ci sarà tempo e modo per discutere di questo e delle responsabilità di chi, muovendosi fuori dello statuto del PD, ha gestito le liste come fossero l’elenco degli invitati ad un pranzo tra amici. Oggi è in discussione il destino della città: esso prevale su tutto; su quello stesso del centro-sinistra o del PD. Quale sarà la città che vivremo è ben più importante delle beghe interne, dei giochini di quanti in una consultazione elettorale investono per trarne vantaggi “in proprio”. Foti può essere un ottimo Sindaco, migliore, sicuramente e di gran lunga, di chi lo ha preceduto e capace di “cacciare i mercanti dal tempio”. Può essere un Sindaco libero davvero dal condizionamento di poteri esterni, politici e non politici, senza cappello che qualcuno gli ponga sulla testa; un Sindaco in grado di restituirci un’amministrazione comunale corrispondente all’interesse generale della città e non a quelli di un sistema di potere, qualunque sia il colore con cui si etichetti. Paolo Foti ha capacità di ascolto; ha ascoltato in questi giorni la città vera. Siamo convinti che abbia colto appieno la domanda rivolta all’amministrazione comunale; che abbia piena contezza dei tanti bisogni posti sul tavolo e che lo sia anche di come sarà difficile darvi risposte adeguate. Ma egli può rappresentare, sulle cose da fare, una rottura profonda, una virata a centottanta gradi, restituendo centralità alla città che soffre, che è esclusa, che è oggi ancora più dolente, per gli effetti della crisi economica. E potrà imprimere una discontinuità ancora più marcata rispetto a chi ha immaginato che la sorte della città fosse legata ai metri cubi da edificare, nel privato, ma anche in un pubblico segnato da opere inutili ed incomplete; a chi ha sostituito diritti, meriti, competenze con “amicizia” e favori compensativi; a chi ha confuso cultura con spettacolo. Può farlo – e sappiamo che questa è anche la sua ispirazione – se avrà la capacità di recuperare il consenso dei delusi e degli sfiduciati, dimostrando di aver colto, anche in questa elezione, il malessere per una politica autoreferenziale, incapace di rinnovare se stessa. Può farlo traducendo in scelte concrete la necessaria costruzione di una nuova classe dirigente, impegnando nell’azione di governo risorse prese dalla società civile, scelte solo per disinteresse e competenza. Può farlo perché si tratta di percorrere con coraggio quegli spiragli di novità che un voto pure complesso ha aperto con il rinnovamento, sia pur parziale, che è implicito nel successo delle candidature femminili. Può farlo se avrà la capacità di parlare a tutto il popolo di centro-sinistra ed oltre, coniugandolo con la sobrietà e la serietà della moderazione che, se è vera, non scade nel moderatismo. I due candidati non sono eguali. Non lo sono per le forze che stanno alle loro spalle; per il modo diverso con cui concepiscono l’uso delle soldi pubblici ed i metodi di gestione nelle amministrazioni locali e negli enti di servizio. Il PD, il suo candidato, per la prima volta nella storia di questa città, sono andati al voto quasi senza il supporto di “truppe cammellate”, dei tanti “beneficiati” o in attesa di “benefici” personali dalla gestione degli enti pubblici”. E’ accaduto non per scelta ma per una contingenza nella storia. E di questo accadimento, che tanti nel PD hanno considerato una debolezza, si può, al contrario, fare leva poderosa per spezzare equilibri che si sono venuti consolidando in un vero sistema di potere. E fare leva di questa “debolezza” per recuperare alla buona politica il consenso della buona società che chiede alle strutture della sanità, del trasporto, dei rifiuti, dell’acqua, a quelle per lo sviluppo dell’economia, di essere solo a servizio degli utenti e non utilizzabili per l’accrescimento del consenso elettorale di chicchessia. Foti può dare segnali forti in questa direzione, può confermare un patto con la città che riconsegni alla competenza e al bene comune la gestione di risorse economiche e strutture essenziali, impedendo che la cappa di piombo di una occupazione sistematica del potere per farne un uso di parte, cali anche sulla città. Anche per questo lavoriamo perché vinca”.

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