Ruggiero: idee e progetti contro bullismo giovanile

Ruggiero: idee e progetti contro bullismo giovanile

«E’ sotto gli occhi di tutti come il problema del bullismo sia oggi sempre più grave e presente tra i giovani della nostra regione, come di tutto il Paese. Non solo, si diffondono costantemente nella comunità giovanile, soprattutto quella adolescenziale, dei modelli comportamentali che istigano alla prevaricazione del più forte sul più debole, al cinismo e al poco senso civico. Questi sono problemi seri che vanno affrontati con molte più iniziative di quante non siano già state attivate a livello campano e nazionale; serve un insieme di progetti che cerchi di diffondere valori e modelli comportamentali differenti tra i giovani. Prima di tutto bisogna partire dalle scuole, dove tutte le iniziative antibullismo avviate in questi ultimi anni vanno implementate con nuove idee. Penso, ad esempio, a borse di studio promosse dalla Regione che premino studenti, segnalati dagli istituti scolastici, che si siano particolarmente distinti per meriti comportamentali. Sarà inoltre fondamentale creare delle unità di prevenzione che mettano insieme sociologi, psicologi, operatori sociali ed esperti in generale che lavorino in stretto contatto con scuole, famiglie e ragazzi per cercare di risolvere i problemi segnalati nell’immediato e di modificare il malcostume sul lungo periodo. Esperienze già avviate con successo in altre regioni che vanno studiate anche per la Campania. Nella vita di tutti i giorni, fuori dagli orari scolastici o magari dal controllo familiare, sarà importante fornire a tutti i ragazzi la possibilità di frequentare luoghi di aggregazione dove possano apprendere modelli comportamentali sani ed equilibrati. In questo senso, penso che lo sport possa essere un ottimo elemento di attrazione e una fantastica scuola di vita. E per questo che l’accesso agevolato o gratuito a strutture sportive gestite da educatori di diverso genere, luoghi in cui si tenga ben presente come obiettivo l’educazione civica dei ragazzi, può essere un modo per sostituire la scuola della strada con la scuola della civiltà. Infine, non si può credere che le iniziative rivolte ai giovani esulino dal mondo di internet. Social network, siti istituzionali e non, vanno sfruttati con una efficace attività di comunicazione a fini sociali che offra ai giovani una cultura del vivere civile e dell’altruismo».

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