Processo Alto Calore, Rossano: De Luca rinunci a prescrizione

AVELLINO – “Dopo l’ennesimo rinvio disposto dal Tribunale di Avellino è ormai evidente che possono scattare i termini previsti per legge per la prescrizione dei reati penali del cosiddetto “processo Alto Calore”. A beneficiare di tale prescrizione potrebbe essere il Sen. Enzo De Luca insieme a numerosi amministratori del PD”. Così l’esponente di Merito e Libertà Claudio Rossano.
“Ad evidenziare la gravità dei fatti relativi alla scissione del vecchio Consorzio Alto Calore nelle due attuali società bastano poche cifre: nell’assemblea costitutiva tenutasi il 13 marzo 2003, i Sindaci dei comuni azionisti approvavano un capitale sociale di “Alto Calore Patrimonio & Infrastrutture S.P.A.” pari ad euro 100.000.
Successivamente – prosegue Rossano – con un “atto dichiarativo a rettifica” il dr. Casciello ed il Prof. De Luca, nelle rispettive qualità di Presidente dell’Assemblea e di Presidente del C.d.A., dichiaravano dinanzi al notaio che il capitale sociale della società non era quello dichiarato in assemblea ma era pari ad euro 579.047. In seguito – secondo alcune dichiarazioni del Presidente dell’epoca di Alto Calore Patrimonio Fierro – “il perito nominato dal Tribunale ne determinò il valore in circa 100 milioni di euro “. Neanche nel gioco del Monopoli si assiste a tale iperbolico incremento di beni. Il valore patrimoniale di Alto Calore Patrimonio risulterebbe infatti di circa 1.000. volte superiore al capitale sociale approvato dai Sindaci.
Di fronte a fatti così gravi ed eclatanti, il cui costo è ricaduto sui tanti cittadini irpini che pagano le bollette, sarebbe auspicabile che i tanti amministratori del PD ed in primis il Sen. De Luca rinunziassero alla prescrizione del reato, anche per dare una concreta risposta alle tante richieste che il Partito Democratico avanza in materia di legalità e trasparenza.
Personalmente ritengo che tale atto di rinunzia conferirebbe ulteriore prestigio al Sen. De Luca, che è già vice presidente dell’ importante commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. In tal modo verrebbero anche sgombrate le tante ombre che si sono accumulate nel tempo sulle procedure ed i tempi di tale processo, reso così lungo anche per decisioni prese dal CSM”.

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