Petrolio, Nappi chiede convocazione della Commissione Ambiente

Il consigliere regionale Sergio Nappi ha chiesto al Presidente della Commissione Ambiente, Luca Colasanto, di convocare un’audizione finalizzata ad analizzare l’iter procedurale della valutazione di impatto ambientale del progetto di trivellazione ‘Gesualdo 1’ alla luce dei nuovi rilievi presentati dai comitati che si oppongono alla ricerca di idrocarburi in Irpinia. Nappi ha chiesto al Presidente Colasanto di convocare non solo gli amministratori dei comuni interessati e gli esponenti del Comit…

Il consigliere regionale Sergio Nappi ha chiesto al Presidente della Commissione Ambiente, Luca Colasanto, di convocare un’audizione finalizzata ad analizzare l’iter procedurale della valutazione di impatto ambientale del progetto di trivellazione ‘Gesualdo 1’ alla luce dei nuovi rilievi presentati dai comitati che si oppongono alla ricerca di idrocarburi in Irpinia. Nappi ha chiesto al Presidente Colasanto di convocare non solo gli amministratori dei comuni interessati e gli esponenti del Comitato No Triv, ma anche l’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano.
“L’obiettivo principale di questa audizione – spiega Nappi – è quello di esaminare attentamente le competenze rimaste in capo alla Regione alla luce degli ultimi provvedimenti adottati dal Governo nazionale: il cosiddetto decreto “Sblocca Italia” e le successive modifiche apportate dalla Legge di stabilità. Provvedimenti, questi, che sono stati sottoposti al vaglio della Corte Costituzionale che, tuttavia, si esprimerà in tempi non del tutto certi. Pertanto, nelle more del pronunciamento della Consulta, è il caso di avere un quadro chiaro sulle attribuzioni e sui poteri regionali per avere piena consapevolezza degli strumenti a disposizione per evitare le trivellazioni.”
“A tal fine – aggiunge il consigliere regionale – ho chiesto al Presidente Colasanto di convocare l’Assessore Giovanni Romano, tecnico perspicace e dalle comprovate competenze, affinché faccia il punto della situazione e indichi quali provvedimenti si possano porre in essere per evitare che il progetto di ricerca provochi danni irreparabili ad una realtà particolare come quella Irpina. Il nostro è un territorio che ha peculiarità tali da renderlo del tutto incompatibile con i progetti elaborati dalla Italmin exploration. Come rilevato dai geologi del Comitato No triv, nel sottosuolo vi sono faglie attive sismogenetiche che una volta sollecitate dalle perforazioni potrebbero addirittura causare un nuovo terremoto. Da non sottovalutare – chiude Nappi – il notevole rischio di inquinamento delle falde acquifere che forniscono acqua potabile anche a regioni limitrofe.”

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