Ospedale di Ariano: De Luca chieda le immediate dimissioni della Morgante

L’invito rivolto al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, viene dal parlamentare Generoso Maraia.

L’uomo politico di Ariano Irpino sta vivendo nella sua zona il dramma dei suoi concittadini, registrando lamentele e disservizi, documentando in modo attento le criticità che riguardano l’ospedale Frangipane e l’organizzazione sanitaria in quella zona della provincia di Avellino.

Ecco cosa scrive Generoso Maraia:

“Continuano a giungermi segnalazioni dal Pronto Soccorso di Ariano, nelle quali si denuncia la totale mancanza di dispositivi di protezione individuale per gli operatori.

Medici, infermieri e operatori continuano ad operare in assenza di mascherine, occhiali, camici e copri-scarpe.

Censura e denunce

Nonostante il tentativo di censura portato avanti dalla Morgante, la verità continua a venir fuori.

Di fronte alla difesa della propria vita e della propria salute, ci sarà sempre qualcuno pronto a denunciare.

Mi chiedo a questo punto se in Regione e presso l’ASL di Avellino ricordino ancora che ad Ariano c’è un ospedale, primo presidio contro il virus nel principale focolaio della provincia.

Si continua a non far niente per dividere l’area COVID dal resto dell’ospedale e si continuano a tener chiusi molti reparti con gravi disagi per la collettività.

Oggi ho appreso dalla stampa che Biogem, con la quale è stata fimata una convenzione per l’analisi dei tamponi, avvierà l’attività dopo Pasqua.

Laboratorio ospedale

Un’assurdità, soprattutto visto il fatto che all’interno dell’ospedale di Ariano c’è un laboratorio che processava, normalmente, tra le 150 e le 300 analisi e che oggi è praticamente fermo.

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Quel laboratorio poteva essere messo in condizione di lavorare, con un potenziamento di personale e strutture, ma si è preferito perdere un mese.

Nel frattempo l’ASL, che ha firmato in fretta e furia una convenzione per il ricovero dei pazienti COVID con la clinica Villa Maria, non si attiva per trovare un alloggio per i circa 50 tra infermieri, OSS e medici in arrivo rischiando di far scappare queste preziose risorse umane.

Chiedo da settimane che si proceda alla stipula di una convenzione con gli operatori nel settore alberghiero di Ariano, ma la mia richiesta continua a non ricevere risposta.

Appello a De Luca

Gli errori del passato sono oggi davanti agli occhi di tutti: sono stati sperperati soldi pubblici per firmare costose convenzioni con privati e svuotando del tutto i nostri ospedali pubblici.

Sarebbe il caso di cominciare a cambiare strada.

Il Presidente della Regione De Luca, che rappresenta l’unico ente competente in materia, trovi il tempo, tra una diretta Facebook e l’altra, di chiedere immediatamente le dimissioni della Morgante.

È inaccettabile che si continuino ad ignorare le più elementari norme di sicurezza a più di un mese dall’inizio dell’emergenza, nonostante la collaborazione di tutte le istituzioni e nonostante i cittadini abbiano raccolto e versato oltre 30.000 euro sul conto dell’ASL per l’acquisto di materiale per l’ospedale di Ariano.

Intervenga la Procura

La Morgante ha dimostrato la sua incapacità, ed è arrivato il momento che qualcuno glielo faccia notare.

Se non lo farà De Luca, mi auguro possano farlo al più presto le procure di Avellino e Benevento, alle quali mi appello affinché si possa finalmente fare chiarezze sulle responsabilità di questa assurda situazione.

Il tempo della comprensione è finito, bisogna al più presto fare qualcosa. L’ASL al momento non merita la fiducia dimostrata dai cittadini tramite le raccolte fondi portate avanti. Anche per questo ho lanciato una nuova raccolta fondi sul sito GoFundMe.

Compreremo noi i dispositivi e li consegneremo direttamente al personale, questo sembra essere l’unico modo per assicurarci arrivino ai lavoratori.

Ma la grande civiltà a solidarietà degli arianesi non basterà a superare la gravissima situazione nella quale ci chiamiamo, finché il principale ospedale dell’area continuerà a essere gestito in maniera così scandalosamente sbagliata“.

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