Ferrara (Gd): “Caso Pisaniello, no alle ingerenze di partito”

Amerigo Ferrara dei Giovani Democratici interviene sulla vicenda Pisaniello “In questo succedersi di posizioni mezzo stampa rispetto alla vicenda che ha innescato Valerio Pisaniello, si legge in una nota ,visto che qualche esponente del Partito Democratico ha ritenuto di intervenire in una situazione di competenza della Giovanile, mi sembra opportuno fare qualche precisazione, Come Giovane Democratico non giudico la libertà di azione politica di Valerio Pisaniello, nella fattispecie, per quanto il progressismo ed il pluralismo possano rappresentare i principi fondanti dei Giovani Democratici come della Democrazia, credo però non li si possa svilire per esigenze territoriali, attraverso posizioni che fanno perdere di credibilità all’intero movimento giovanile. La posizione di Valerio è oggettivamente discutibile e non mi trova affatto d’accordo. Come me, la pensa la maggior parte dell’organizzazione che ha dovuto prendere necessariamente una posizione a tal riguardo e che si ritrova negli ideali dell’antifascismo e della resistenza, citati ultimamente in maniera trasversale finanche dal Presidente della Repubblica, ideali che non vanno confusi con lo stanilismo. I tempi sono cambiati, molti giovani non conoscono, se non attraverso i libri di storia il valore di certi ideali che possono accomunare o dividere, ma il punto cruciale, rispetto a questa faccenda resta la coerenza delle posizioni che un dirigente regionale dovrebbe mostrare, rispetto alla linea politica che giornalmente l’intera organizzazione dei Giovani Democratici tenta di mettere in campo. Tutto qua, se qualche errore di valutazione è stato commesso, ma rispetto a Casapound solo chi fa finta di non sapere può addurre giustificazione alcuna, ciascuno se ne assumerà le proprie responsabilità in relazione al proprio ruolo o al proprio agire. Rivolgo a questo punto un accorato appello agli esponenti del Partito Democratico, che dovrebbero mostrare un minimo di buon senso di fronte all’Organizzazione Giovanile, cercando quanto meno di rimanere al di fuori delle vicende dei Giovani Democratici. Il rispetto delle regole, con la dovuta flessibilità, all’interno di un’organizzazione deve essere preminente, dunque, chi ha preferito rivolgere per esclusivi equilibri di componente la propria solidarietà a Pisaniello, non mi vede favorevole a questa metodologia e per questo rigetto qualsiasi macabro accostamento storico, elargito mezzo stampa, rispetto alle posizioni sacrosante assunte dall’Organizzazione Provinciale e Regionale dei Giovani Democratici. Se i giovani si sentono pronti a fare il grande passo dalla Giovanile al Partito Democratico, ben venga, ma è poco corretto tentare di rimanere con due piedi in una scarpa a cavallo tra il Partito ed una Giovanile di fatto autonoma, anche perché è divenuta prassi stucchevole di una ristretta schiera di persone usare i giovani stessi per bastonare sensibilità differenti nell’ambito del partito. Trovo infine di cattivo gusto minacciare di portare in tribunale un gruppo di ragazzi che, anche se in maniera dura, hanno espresso una posizione democratica condivisibile, presa tra l’altro dall’ANPI, da associazioni studentesche, da organizzazioni politiche di centro-sinistra e da liberi cittadini non facenti parti di alcuno partito politico. Auspicherei che dirigenti del Partito Democratico anziché fomentare gli animi, dessero per primi l’esempio, impegnandosi ciascuno nel proprio territorio”.

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