Ex Irisbus, Rsa: “Governo mantenga gli impegni presi al Mise”

Il consiglio di fabbrica della ex-Irisbus si è riunito oggi (giovedì 6 novembre 2014), in merito agli sviluppi della vertenza, ancora ferma all’ultimo incontro al Mise del 13 ottobre 2014, in cui fu sottoscritto un verbale d’incontro con degli impegni presi ad oggi non ancora mantenuti. “Dopo il voto dei lavoratori e delle lavoratrici – si legge nella nota dell’RSA di FIOM-FIM-UILM-UGL e FAILMS -, avendo avuto mandato vincolante, su linee guida da seguire nel prosieguo dello stesso, invitiamo le…

Il consiglio di fabbrica della ex-Irisbus si è riunito oggi (giovedì 6 novembre 2014), in merito agli sviluppi della vertenza, ancora ferma all’ultimo incontro al Mise del 13 ottobre 2014, in cui fu sottoscritto un verbale d’incontro con degli impegni presi ad oggi non ancora mantenuti. “Dopo il voto dei lavoratori e delle lavoratrici – si legge nella nota dell’RSA di FIOM-FIM-UILM-UGL e FAILMS -, avendo avuto mandato vincolante, su linee guida da seguire nel prosieguo dello stesso, invitiamo le parti in causa a costituire in tempi rapidi la nuova società.
Essendo necessario avere del tempo a disposizione per poter sviluppare tutti i punti imprescindibili:
– Piano industriale certificato dal Ministero del Lavoro per accedere agli ammortizzatori sociali;
– rientro totale di tutti i dipendenti con modalità e tempi rapidi;
– riconoscimento di tutti i diritti e requisiti maturati finora, con il mantenimento della retribuzione e inquadramento professionale;
– garanzia sul reddito durante cigs a partire già da gennaio 2015;
– intervento regione Campania su decreto cigs e corsi di formazione per la riqualificazione del personale. – investimenti certi per far ripartire in tempi brevi le attività produttive nello stab. Ex-Irisbus, chiediamo che venga convocato un incontro tra le parti in tempi rapidi per evitare di arrivare allo scadere della cassa integrazione in deroga, e non avendo margini di trattativa, ci troveremmo a dover aprire un pacchetto natalizio confezionato da altri.
Tutto questo nel rispetto dei lavoratori e le lavoratrici della ex-Irisbus che dopo aver subito dei danni da chi ha ritenuto opportuno chiudere lo stabilimento, saranno costretti ad affrontare ulteriori sacrifici sia in termini salariali che insostenibile incertezza futura”.

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