Decreto Province, De Luca presenta cinque emendamenti

«Un decreto legge confuso e con diversi profili di incostituzionalità». Così il senatore del Partito democratico Enzo De Luca sul decreto legge (A.S. 3558, dl 5 novembre 2012, n. 188) recante disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane. Come aveva annunciato, De Luca, in attesa che il testo venga iscritto all’ordine del giorno per la discusssione in Aula al Senato, ha presentato cinque emendamenti che intervengono sui punti più criticati del decreto legge, nelle setti…

«Un decreto legge confuso e con diversi profili di incostituzionalità». Così il senatore del Partito democratico Enzo De Luca sul decreto legge (A.S. 3558, dl 5 novembre 2012, n. 188) recante disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane. Come aveva annunciato, De Luca, in attesa che il testo venga iscritto all’ordine del giorno per la discusssione in Aula al Senato, ha presentato cinque emendamenti che intervengono sui punti più criticati del decreto legge, nelle settimane scorse al centro delle polemiche che si sono levate da Norda Sud, per gli accorpamenti delle Province disposti dal provvedimento del Governo.
Con un apposito emendamento, De Luca, suggerito anche dall’Upi (Unione Province d’Italia) propone di sopprimere l’articolo 3 che reca disposizioni sul capoluogo e la denominazione delle Province in quanto si tratta di una questione che deve essere t definitivamente attraverso una modifica dell’articolo 2 (relativo al riordino delle Province nelle Regioni a statuto ordinario), che ponga precisi punti fermi su quali sono le nuove Province, sia in merito al capoluogo sia in merito alla denominazione.
Altri emendamenti all’articolo 2 del decreto, sono volti a mettere un punto fermo sulla questione dei capoluoghi di provincia e, fa notare De Luca, «ad eliminare numerose illogicità e contraddittorietà create da questo decreto legge e dall’articolo 17 del decreto legge spending review, demandando alla legge la chiara definizione dei capoluoghi di provincia, come è attualmente previsto da tutte le leggi relative ad istituzioni di province o mutamento delle circoscrizioni provinciali nel rispetto dell’articolo 133 della Costituzione». In particolare, un emendamento è finalizzato a sopprimere o abrogare le disposizioni normative in vigore che recano una diversa confusionaria disciplina per quanto concerne la definizione del capoluogo di provincia, con particolare riferimento al criterio del Comune con la maggiore popolazione residente.
Ancora, il senatore irpino propone che nel caso di accorpamento tra due o più Province il Comune capoluogo sia individuato mediante un referendum su iniziativa dei comuni interessati dall’accorpamento, in raccordo con la Regione.
“Un’ulteriore anomalia di questo testo, che mi pare non tenga nel debito conto la volontà degli elettori, è la disposizione che cancella le giunte provinciali a partire dal 1 gennaio 2013. Gli emendamenti che ho presentato intervengono sui punti del decreto che vanno assolutamente modificati – conclude De Luca – ma resto convinto, come ho più volte dichiarato, che il riordino istituzionale non possa essere effettuato a colpi di decreti spot, che passano sulla testa delle comunità locali e non rispettano la storia dei territori”.

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